Una volta stabilito che Trump non è un gentiluomo, non si dicono mai di una donna parole come quelle usate dal presidente statunitense, o come ama dire l’onorevole Calenda, che è un bullo ed espresso la dovuta solidarietà personale all’onorevole Meloni, resta da capire la questione politica. Ovvero perché Trump se l’è presa in questo modo con il presidente del Consiglio italiano, dopo averlo in precedenza colmato di elogi. Perché anche se Trump fosse davvero matto, una scheggia impazzita pronto a cambiare idea a secondo di come si sveglia la mattina, c’è un ostacolo che va ben ben oltre la mancata concessione delle basi Nato da parte dell’Italia.
Massimo D’Alema, un uomo molto ponderato, per evitare di scoprire la follia di Clinton, anche Clinton era amico di Epstein, in più suonava il sassofono, si appartava con le stagiste, da presidente del Consiglio mise subito a disposizione le basi alla caccia americana e non contento, inviò persino i bombardieri su Belgrado. Per un paese che ripudia la guerra, niente male. E i rapporti fra Clinton e D’Alema sono filati lisci come l’olio. L’America ci restituì persino una nota terrorista come la Baraldini. Per cui sarebbe plausibile che l’America, oggi impegnata in una operazione militare molto più delicata di quella in Serbia, si sia risentita verso i paesi Nato che non l’hanno aiutata, in particolare l’Italia con i debiti di riconoscenza per la liberazione che certo non ha la Spagna, rimasta franchista fino al 1975.
Escluso D’Alema, un eroe americano, altri presidenti del Consiglio hanno avuto problemi seri con le basi Nato. Rumor non le concesse durante la guerra del Kippur, Craxi vi circondò la Delta Force e Andreotti forse avvisò Gheddafi quando Reagan cercò di abbattere il colonnello in volo. E così sono diversi i paesi europei che si sono comportati come l’Italia in simili frangenti, Pompidou ne fece di cotte e di crude, senza essere stati presi di punta pubblicamente come è avvenuto con il presidente Meloni. Infatti, ahilei, c’è molto di più della mancata concessione delle basi ed il governo italiano e la sua maggioranza non se ne sono nemmeno accorti. C’ è il giudizio dato alle Camere sulla guerra americana dichiarata illegittima. Io posso benissimo non condividere una guerra, ma se la ritengo illegittima, si pone una questione diversa. Non si capisce come si possa essere alleati di un paese che compie un atto illegittimo. Se il governo italiano non si rende conto del significato delle parole e delle loro conseguenze, gli americani se ne accorgono eccome e ne prendono nota. Giudicata illegittima la guerra all’Iran, l’Iran ha ragione e l’America, torto. L’onorevole Meloni sostenga gli ayatollah, non l’America.
La situazione mediorientale divarica nettamente l’America dall’Europa e in particolare, per le parole dell’onorevole Meloni. l’America dall’Italia. L’Europa ha marciato a favore del popolo palestinese e dei due Stati in Palestina, ce ne sono già almeno quattro e pazienza. Gli europei, è loro diritto, sono convinti che la causa della destabilizzazione regionale sia di Israele. Al contrario, l’America ritiene responsabile l’Iran che tramite Hamas ha sabotato gli accordi di Abramo, tramite Hezbollah compromette l’indipendenza dello Stato libanese e tramite gli Houti, minaccia l’Arabia Saudita, il vero rivale della teocrazia iraniana. Sulla base di questa divergenza, come si è visto, non ce n’è alcuna fra americani ed europei sull’Ucraina, sarebbe servito qualcuno disposto a gettare un ponte sull’Atlantico per salvaguardare l’unità dell’occidente. L’onorevole Meloni, che era arrivata con il suo ponticello, lo ha presto affondato. Si metta il cuore in pace. Gli americani, non glielo perdoneranno.
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