Si prova un legittimo orgoglio nel sapere che l’Italia abbia guidato il G7 in Ucraina assicurando addirittura un piano decennale per la sicurezza di quel paese vittima di un’aggressione che dovrebbe far impallidire l’intera comunità internazionale per il sopruso del diritto e dell’indipendenza di un popolo. Il presidente del Consiglio italiano ha giustamente parlato di un impegno concreto, per cui sarebbe anche il caso di far sapere esattamente in cosa sono consistiti finora gli aiuti forniti all’Ucraina, soprattutto in cosa consisteranno domani. Questo va detto da parte dell’Italia ovviamente e dei Grandi. Senza voler rimarcare una qualche nota dissonante dal clima di risoluto ottimismo progettuale di lunga durata, sarebbe il caso di accertare se la sicurezza di Kiev verrà garantita intanto per quest’anno. Il piano decennale è quanto mai apprezzabile. Per l’intanto serve superare agevolmente il 2024.
Sia chiaro che non è la caduta di Adviidka, a preoccupare, al contrario. Il fatto che dopo due anni i russi siano arrivati ad Aviidka conferma l’idea che sarebbe interesse dei russi lasciar perdere una simile guerra e ritirarsi al più presto, anche perché la potenza di fuoco esercitata in queste settimane è straordinaria e come si capisce i risultati restano scarsi. Mentre i russi polverizzano i villaggi le forze ucraine continuano a colpire obiettivi sensibili, come aerei, navi e depositi, per cui al fronte si definisce una forza bruta contro un’intelligenza militare, quale possa essere la sproporzione quantitativa, la qualità in guerra ha sempre una ricaduta. Nel caso di un esercito come quello russo, l’assenza di risultati tattici e strategici, cosa storicamente caratteristica di quell’Armata, è compensata dalle dimensioni. Quando l’Ucraina, a rigori non dispone nemmeno di forze di difesa vere e proprie. L’Ucraina non possiede una marina e soprattutto non possiede un’aviazione. Dotata di un esercito improvvisato e senza specifica preparazione è straordinario abbia mostrato finora tale capacità resiliente. Se però le nazioni occidentali credessero che questa sia sufficiente, si sbagliano. Senza necessari aiuti immediati, i russi potrebbero trarre un vantaggio dai prossimi mesi, in modo tale che il piano decennale non avrà mai vita. All’Ucraina non servono solo le sanzioni, servono armi, e probabilmente servono anche soldati.
Il G7 dovrebbe avere un quadro esatto della situazione militare sul campo e delle necessità e delle previsioni di evoluzione della stessa. La discrepanza di posizioni fra la Francia e l’Italia, Macron non era a Kyiv e nemmeno in collegamento, non aiuta. Se L’Italia parte con una proposta e la Francia ne avesse un’altra, la situazione sarebbe già prossima a complicarsi. Per ora si registra una buona volontà, che è sicuramente importante. Bisogna comunque fare un passo avanti anche comprendendo se si vuole trovare un negoziato con la Russia sull’esistente, è Zelensky ad aver parlato di iniziativa diplomatica, oppure se si ha come obiettivo la liberazione dell’Ucraina. Sono due diverse opzioni di pace. Nel secondo caso, sarebbe ovvio che gli alleati non hanno fatto abbastanza.
galleria della presidenza del consiglio dei ministri







