A fronte di un caso di cronaca drammatico e per lo meno controverso, come quello del marocchino morto a Bologna, il sindaco Lepore avrebbe fatto bene a convocare i vertici della polizia per avere una loro versione degli avvenimenti. Nel caso, se necessario, avrebbe potuto chiedere una verifica al ministero degli Interni. Eventualmente, convocare una conferenza stampa per esprimere la sua opinione. Le forze dell’ordine sono uno dei principali presidi istituzionali della città. Se il sindaco avesse voluto dare la sua solidarietà a quella della cittadinanza ai parenti della vittima, era titolato ad una visita ufficiale di cortesia. Non c’era invece nessuna ragione di convocare la piazza, a meno che non si volesse aprire un divario con l’operato della polizia, cosa che è avvenuta di conseguenza. Solo che anche nel caso in cui la polizia avesse la responsabilità della morte di Fakir, questa non può essere ritenuta intenzionale, a meno che si consideri lo spray al peperoncino un’arma letale e legare le caviglie ed i polsi di un fermato, tortura.
C’è un problema di ordine pubblico nel paese se avviene che a Torino i propal riescano a mandare in ospedale un poliziotto ed a Bologna ne feriscano una sessantina. Ai tempi di Scelba sarebbe stato inimmaginabile, Da allora la polizia ha sempre meno strumenti di prevenzione e di difesa. Il motivo per cui in America è nata l’Ice, con il presidente Obama, fra l’altro. Il fallimento dello Stato si misura immediatamente dalla capacità o meno di contenere i facinorosi. Se la piazza le suona alla polizia, lo Stato è bello che andato. Se un sindaco, invece di confidare nella polizia, si rivolge alla piazza, peggio.
Il segretario del partito democratico Elly Schlein ha commentato la situazione dicendo che il sindaco ha voluto governare la frustrazione. Se quello che si è visto sarebbe governare, meglio che l’onorevole Schlein offra subito la candidatura a Palazzo Chigi ai suoi alleati. La frustrazione ha preso il sopravvento a Bologna e senza nemmeno sapere la frustrazione di che. Ancora non ci sono i reperti forniti dall’autopsia e la magistratura non ha concluso un’inchiesta.
Maggioranza ed opposizione si riflettono come in uno specchio. La maggioranza senza preoccuparsi nemmeno di conoscere le motivazioni di una sentenza di terzo grado ha difeso un omicida. Per salvare uno come Roggero bisogna estendere la legge vigente sul diritto di difesa alla licenza di uccidere. L’opposizione di converso tratta la polizia, che è democratica, come dei vigilantes. Sono le convergenze parallele del secondo millennio che tagliano fuori il ruolo delle procure. Grazie al processo sul delitto di Garlasco, che imperversa ogni giorno a distanza di 17 anni, nessuno più se ne fida. Si continua così e finisce nel modo peggiore, con i vigilantes forniti di licenza di uccidere a girare per le strade. I pretoriani di chissà quale ordine.
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