Anselmo Gusperti del Pri di Cremona ha ricordato la festa del 4 luglio
Il 4 luglio 1776, a Filadelfia, tredici colonie britanniche si dichiararono indipendenti dall’Impero Britannico, fondando una nuova Nazione: gli Stati Uniti d’America. La Commissione dei Cinque, formata dagli illuministi Thomas Jefferson, John Adams, Benjamin Franklin, Robert R. Livingston e Roger Sherman redasse il preambolo alla Dichiarazione d’Indipendenza che recitava: «Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà e il perseguimento della Felicità;(…) Quando una lunga serie di abusi e di malversazioni (…) rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo (…)».
Questi principi costituirono per sempre riferimento e base per tutte le Costituzioni democratiche di tutte le Nazioni libere. Furono riprese e rilanciate dalla Rivoluzione Francese (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino) nel 1789 e poi fatte proprie dalle Nazioni Unite (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel1948. Ovviamente riecheggiano, mirabilmente declinate, nella nostra Costituzione Italiana, pure del 1948.
Parole di pace, di uguaglianza che hanno costituito le fondamenta delle libertà, pace e benessere di cui ha goduto il mondo occidentale per circa 80 anni. Oggi vengono storpiate, stiracchiate, negate e tradite proprio da quei governi e governanti che hanno giurato su di esse per la felicità dei loro popoli e per difenderle dai nemici esterni, agguerriti e numerosi, che si presentano minacciosi ai confini. Anzi, ora sembra che stia nascendo un fronte occidentale disponibile a far comunella coi nemici di ieri, utilizzando i loro stessi sistemi e negando i propri principi di cui sopra, Italia compresa. E noi cittadini italiani cosa possiamo fare?
Mi sento di rispondere con le parole usate da G. Spadolini parlando di Giuseppe Montanelli, patriota toscano: “La grandezza (…) fu quella di mantenere vivo e coerente uno spirito contro l’evidenza degli avvenimenti che permise di calmierare le infatuazioni dominanti e di fare da fermento critico della storia che stava vivendo, quasi un presentimento di un inevitabile domani. Che poi è il destino ed il ruolo delle minoranze”.
George Washington Mount Vernon







