giovedì, 10 Settembre 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


La guerra di ottobre

di Alexandro Ascoli
20 Ottobre 2023
in Israele e Medio Oriente
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Fermo in un letto d’ospedale, col cuore che fa le bizze, mai avrei pensato di dover stare a guardare, così, l’ora più buia di Israele. Da questo particolare osservatorio, grazie alle nuove tecnologie però, ho avuto il tempo di seguire, praticamente in tempo reale, l’evolvere della situazione. A fianco degli sviluppi sul campo, un’altra evoluzione mi ha colpito, quella dei commentatori.

Devo essere onesto, in realtà, a meravigliarmi è stata la compattezza delle prime ore, nella quale non avevo visto ancora nessuno dei soliti, ipocriti, distinguo. Ma tale è stata l’efferatezza dell’attacco che giusto qualche insano di mente (e c’è stato) poteva plaudire all’azione di Hamas. Purtroppo tanto più appariva chiara la portata dell’attacco, tanto più chiare se ne profilavano le conseguenze. Una violazione dei confini di Israele non avveniva da 50 anni, e a compierla, all’epoca, erano stati eserciti in uniforme. Oggi no, oggi abbiamo assistito all’azione di miliziani, straordinariamente addestrati ed equipaggiati che hanno condotto e guidato un nuovo Pogrom, eseguito dalla popolazione civile che si è unita a loro, e ha massacrato i vicini, quelli presso cui andava a lavorare. Occorre tenere molto bene a mente questo particolare quando si invoca la distinzione tra Hamas e la popolazione civile che, spesso, è stata informatrice, guida sul campo ed esecutrice materiale dei saccheggi, degli stupri, degli omicidi e dei rapimenti.

Ma andiamo avanti. Dicevamo dei commentatori. È palese che una ferocia come quella a cui abbiamo assistito non è casuale. Ma è studiata a tavolino. La domanda giusta sarebbe stata, perché? Un osservatore superficiale avrebbe risposto – per scatenare la reazione israeliana – fin troppo ovvio, ma come?

Partiamo dall’inizio. È apparso subito chiaro che le modalità dell’attacco mostravano una lunga e meticolosa preparazione. I miliziani alla guida dei raid, avevano mappe con obbiettivi, attrezzature militari sofisticate, probabilmente erano veterani del conflitto siriano (qualche testimone afferma che almeno una squadra si esprimeva in Farsi) addestrati all’uso di armi da squadra e superiori. Sono stati usati mezzi aerei, terrestri, e navali. Un tale esercizio di capacità tattiche non può essere fine a sé stesso. C’era, evidentemente, una strategia più articolata rispetto al semplice attacco “mordi e fuggi”. Sempre a livello tattico un’altra cosa è apparsa immediatamente evidente, l’inusitato fuoco missilistico di copertura che ha anticipato l’attacco di terra. Obbiettivi e raggio d’azione superiore hanno tenuto i mezzi di soccorso a debita distanza dalla Striscia mentre i difensori più vicini erano chiusi negli shelters confidando nell’ennesimo, seppur più intenso, attacco di razzi. Ma la quantità dei razzi lanciati dalla striscia, e che ha continuato ad aumentare in queste due settimane di scontri, lascia molto da pensare sulla precedente “prigione a cielo aperto” e sull’impossibilità di far transitare beni da un lato all’altro dei confini. Se riescono a passare decine di migliaia di tonnellate di armi, ci si chiede come facciano a non passare beni di consumo ordinari.

Comunque, abbiamo detto, una straordinaria ferocia, un attacco tatticamente perfetto, la presa di un numero di ostaggi senza precedenti. A cosa dovevano servire se non ad una reazione altrettanto senza precedenti? Dunque, l’unica variabile che resta, su questo campo di battaglia dalle mosse apparentemente obbligate è quella del tempo. Probabilmente il Grande Regista, colui che ha fornito il piano ed i mezzi per eseguirlo, riteneva che lo choc per un colpo così ben assestato, e per il rapimento di un tale numero di civili, avrebbe offuscato le capacità di giudizio, ed avrebbe spinto l’IDF ad entrare immediatamente all’interno della striscia. A quel punto sarebbe partita la seconda fase, il vero piano di attacco. Tsahal, invischiato in Gaza, avrebbe dovuto sottrarre difese dal fronte nord e da quello interno, lasciando sguarniti i due settori. Questo avrebbe dato il via ad un attacco coordinato di Hezbollah a nord e dei gruppi armati in Giudea e Samaria, che avrebbero devastato il territorio e costretto Israele a chiedere un cessate il fuoco.

Ma la trappola non è scattata. L’IDF non ha abboccato. Forse le esche erano addirittura troppe. Anziché precipitarsi nella Striscia lo Stato Maggiore ed il Gabinetto di Guerra hanno deciso la mobilitazione di 300.000 riservisti (per capirsi circa il numero di militari che l’Ucraina ha sul campo contro la Russia). Questi sono stati immediatamente dislocati su tutti i settori, Nord, Centro e Sud. Nel frattempo la Striscia è stata sigillata ed è iniziata la prassi di ammorbidimento. Distruzione dei sistemi di comunicazione, dei centri di controllo e comando, dei depositi di armi ed il fuoco di controbatteria rispetto alle salve di razzi che continuano a partire. In questo modo Hezbollah non ha potuto attaccare. Il fronte nord era fortemente presidiato, ed ogni incursione sarebbe stata contrastata efficacemente sul nascere. Anche in Giudea e Samaria azioni preventive contro i gruppi armati locali hanno bloccato sul nascere eventuali sommosse. Dunque, sebbene sottaciuta, la risposta Israeliana è già stata proporzionale allo scenario che le si prospettava.

Ora, però, occorrerebbe ragionare sulla situazione complessiva, se si vorranno prendere le giuste iniziative a livello internazionale. E qui torniamo all’ipocrisia dei media che continuano a trattare la questione come se fosse solo un problema tra Israeliani e Palestinesi, facendo finta di ignorare che la questione non è mai stata solo un problema locale, ma è sempre stata una questione regionale, per la quale, Israele, non ha mai combattuto solo i Palestinesi. All’inizio erano gli stati arabi coalizzati, poi fu la volta dell’URSS che guidava Nasser e dopo fu la volta, e lo è ancora, dell’Iran, che impedisce qualsiasi avvicinamento o normalizzazione. Se non si capisce questo, se non si toglie all’Iran la capacità di decidere sulla testa dei palestinesi, questi non potranno mai avere una loro rappresentanza politica e, di conseguenza, non potrà mai esserci un tavolo per la pace.

Ma perché l’Iran ce l’ha a morte con Israele, al punto da finanziare ed armare Hezbollah, Hamas, PIJ, ed altre decine di gruppuscoli minori? Dovrebbe bastar osservare una carta per capire che Israele è l’unico ostacolo al completamento della cosiddetta “mezzaluna sciita”, cioè quel territorio senza soluzione di continuità che parte dall’Iran, passa per l’Iraq, la Siria meridionale ed il Libano e che permette alla Teocrazia degli Ayatollah di tagliare orizzontalmente il Medio Oriente. Dunque solo dopo aver compreso le reali mire imperialista dell’Iran si può comprendere come, ora, sarebbe impossibile pretendere da Israele un cessate il fuoco senza che questo appaia, agli occhi di ogni gruppo armato proxy dell’Iran, come un suggello di sconfitta ed un invito a programmare altri e più feroci attacchi. Occorre che la comunità internazionale, e l’Unione Europea in particolare, accetti di svolgere un ruolo attivo, insieme ad alcuni stati arabi importanti, per bloccare l’Iran e di interporsi a Gaza disarmando Hamas e gli altri gruppi armati, in maniera da privare l’Iran della gestione politica della striscia.

Se l’U.E. non ha il coraggio di farlo, non potrà pretendere da Israele il guanto di velluto.

Foto Eric Borda | CC BY-ND 2.0

Alexandro Ascoli

Altri Articoli

Iniziare male, finire peggio

Iniziare male, finire peggio

Appena iniziò la seconda guerra, il presidente dell'Organizzazione sionista mondiale, Charles Weizmann offrì al governo britannico la piena collaborazione della...

I cecchini di Gaza

Il dopo Gaza

La fragile tregua a Gaza e il giusto sollievo per la liberazione degli ostaggi non devono anestetizzare la nostra capacità...

La grande dimenticanza

La grande dimenticanza

Il capolavoro mediatico costruito su Gaza, la trasmissione di rete 4 Cartabianca ne è la rappresentazione plastica, accusa Israele di...

Flottiglia attack

Flottiglia attack

Anche se in teoria dovrebbero essere i parlamentari a prestare servizio allo Stato e non lo Stato a loro, il...

Prossimo articolo
Quando c’era il socialismo reale

Quando c'era il socialismo reale

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

Il rovesciamento dei ruoli

Il rovesciamento dei ruoli

Persino i mongoli ridono di Putin

Persino i mongoli ridono di Putin

Articoli Popolari

  • Foto Sailko, Baron Antoine-Jean Gros | CC BY 3.0

    Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1099 Condivisioni
    Condividi 440 Tweet 275
  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1090 Condivisioni
    Condividi 436 Tweet 273
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1061 Condivisioni
    Condividi 424 Tweet 265
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    959 Condivisioni
    Condividi 384 Tweet 240
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    885 Condivisioni
    Condividi 354 Tweet 221

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA