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Galanti: «Il futuro della Moldavia è in Europa»

Antoniu Martin di Antoniu Martin
17 Febbraio 2024
in Esteri
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Console Onorario Galanti, come sono oggi i rapporti fra Italia e la Repubblica di Moldova? «Le relazioni diplomatiche tra le due Repubbliche furono sancite  nel 1992 e dopo oltre 30 anni, hanno avuto un incremento positivo importante. Il rapporto politico, nel frattempo è stato di alto livello tanto che l’Italia è tra i maggiori partener commerciali. Questo ha portato alla concessione dello status di Paese candidato all’adesione UE tanto da sostenere, di recente, l’apertura dei negoziati di adesione alla Comunità Europea. I rapporti oggi sono ottimi al punto che molti sono i contatti e progettualità di cooperazione e collaborazione. Oggi, personalmente, posso testimoniarlo anche grazie alla mia presenza ed attività costante sul territorio che mi è stato affidato in rappresentanza della Moldova. Dal 2017, anno della mia nomina, non vi è stato giorno in cui non ho presentato le possibilità di scambi commerciali, collaborazioni ed opportunità con la Moldova, un paese che nel frattempo à stato conosciuto nel migliore e maggior modo. Un territorio ricco di storia, arte, bellezza dei territori, cultura e concrete possibilità di scambi. Attualmente in Moldova  sono attive 1800 società con capitale italiano e l’Italia è al 5° posto tra i principali investitori nella Repubblica di Moldova. Indubbiamente un rapporto di partenariato strategico. Da sottolineare, ulteriormente, l’ottima cooperazione tra i nostri Paesi (Italia e Moldova) a livello internazionale nelle operazioni di mantenimento della pace dove i militari moldavi partecipano alla missione KFOR come parte del contingente italiano, lavorando fianco a fianco con l’esercito».

Il suo impegno  quotidiano per promuovere la Moldova in Italia le ha comportato l’assegnazione del  premio  di Console dell’anno 2023 organizzato dalla “Gazzetta Diplomatica” e ricevuto al Circolo deli Esteri a Roma. Si può ritenere soddisfatto e gratificato? «Innanzitutto credo che il premio ricevuto è un ulteriore stimolo a proseguire nella mia attività di presenza sul territorio che mi è stato affidato e comunque  credo che l’importante ed inaspettato riconoscimento mi ha gratificato e soddisfatto dato che la giuria ha valutato la mia attività  di rappresentanza e presenza svolta sul territorio dove ho creato possibilità di cooperazione e progettualità di scambi tra i due paesi. Ora ovviamente, seppur con un po’ di timori da parte degli imprenditori italiani, credo e spero che si arrivi presto ad una maggiore tranquillità e dopo di che si parte per il secondo step. Nel frattempo ho programmato mission in Moldova, utilizzando le eccellenze del paese che, avendo una grande vocazione agricola, può offrire prodotti oggettivamente eccellenti che non costituisco solo curiosità, ma effettiva possibilità; penso, ad esempio, al vino, al miele, alla frutta secca e tanti altre eccellenze.  I vini sono, a detta degli esperti, prodotti di eccellenza e che attirano una notevole flusso turistico. Non dimentichiamo le cantine, una di queste nel guinness dei primati, con una lunghezza di decine e decine di kilometri».   

Oltre ai prodotti di cui ha fatto cenno, quali sono ancora le attrazioni e le opportunità offerte dalla Moldova ad eventuali investitori? «La presenza di “free zone” costituisce senz’altro uno degli elementi più attrattivi per gli investitori e, non a caso, sono molte le imprese italiane che oggi operano in Moldova. Le zone economiche franche sono parti del territorio doganale della Repubblica di Moldova separate dal punto di vista economico, dove gli investitori locali e stranieri beneficiano di un trattamento preferenziale nello svolgimento di determinati tipi di attività commerciali. Queste zone facilitano sicuramente  l’esportazione e l’importazione dalla Repubblica di Moldova dove abbassando i dazi si consente un efficace e rapido svolgimento delle procedure doganali

Come si è integrata la comunità moldava in Italia?
Galanti: La numerosa comunità moldava in Italia, arrivata a contare oltre 300.000 persone fra residenti e non, si è integrata molto bene nel nostro Paese, come del resto dimostrano anche i report delle Prefetture, dai quali si evince come i moldavi rappresentino una popolazione corretta e ben inserita. Posso dirle che chi ha rapporti con i cittadini moldavi in Italia, solitamente, è molto positivo nei giudizi.

I moldavi residenti in Italia (ottava comunità nei numeri presente in Italia) sono più di trecentomila: vi è stata una buona Integrazione?

Galanti: Direi proprio di si. Non abbiamo segnali particolarmente difficili della presenza della comunità Moldava in Italia che si contraddistingue per dedizione al lavoro, rispetto delle regole ed ottima nei rapporti interpersonali. Una perfetta integrazione. La nostra comunità è ben integrata nella società italiana, dove è ben  conosciuta ed apprezzata, ma soprattutto  divenendo un elemento importante per il consolidamento delle relazioni bilaterali. La grande comunità Moldava ha consolidato nel tempo un bellissimo rapporto tra il paese di origine e quello di “adozione”. Molti cittadini hanno una situazione stabile in Italia, ma mantengono un ovvio legame affettivo con la Moldova; altri ritornano in Patria, mantenendo il rapporto con l’Italia. Segno evidente di perfetta integrazione. Certo che, il Governo della Repubblica di Moldova giustamente anche politiche e programmi volti al ritorno della nostra diaspora e al reinserimento sociale dei moldavi emigrati. L’esperienza maturata nel frattempo in Italia è molto preziosa per lo sviluppo e la modernizzazione della Moldova».

Dall’inizio del conflitto,  La Moldova  ha vissuto il dramma dei profughi Ucraini. Quale il comportamento dei cittadini in aiuto dei rifugiati? «Una delle caratteristiche che contraddistingue la Moldova ed i cittadini è sicuramente la sensibilità e l’accoglienza dimostrate proprio in occasione dell’ospitalità ai cittadini ucraini in fuga dai territori di guerra offrendo loro offrendo loro vitto, alloggio e sostegni di altro genere…Decisamente  un  gran bel segnale. Si parla di oltre centomila che sono ospitati anche a livello privato presso le famiglie. Certamente non essendo un paese molto agiato ha bisogno di anche di essere aiutato ed in questo la Comunità Europea è molto attenta ed praticamente operativa. Chi ha la fortuna di visitare la Moldova percepisce e respira questi atteggiamenti. Un popolo amico, laborioso e disponibile».

Il suo ricordo più bello nella sua esperienza da Console? «I ricordi belli sono tanti ed onestamente non so quale sia stato il più bello, ma provo ad identificarne tre o quattro: il primo decisamente è quello in cui dal Ministero degli Affari Esteri, nel 2017, mi fu consegnato l’Exequatur di nomina a Console Onorario della Repubblica di Moldova per la circoscrizione Marche Abruzzo. Incarico rinnovato sino al 2027.  Il secondo è stato l’incontro con il Sommo Pontefice, Papa Francesco,  in Vaticano, al quale consegnai il Gagliardetto della Moldova. Il Terzo è stato il premio Gazzetta Diplomatica come Console onorario  dell’Anno 2023 ricevuto al Circolo degli Esteri a Roma. Altra grande soddisfazione e siamo al quarto dei ricordi, è stata la nomina a Presidente del distretto per il Centro Italia della FE.N.CO (Federazione Nazionale Diplomatici e Consoli Esteri in Italia)».

Qualche  consiglio di viaggio per gli italiani che pensano di visitare la Moldova? «Più che un consiglio, preferirei formulare un invito a visitare la Moldova. I collegamenti dall’Italia che facilitano i viaggi sono quasi giornalieri da vari aeroporti, e in sole due ore, scesi a terra, si possono ammirare storia, architettura e cultura di un Paese tutto da scoprire ed apprezzare. Una volta sul posto, questo è un consiglio,  è opportuno affidarsi a strutture che offrono servizi concreti, quale per esempio la Camera di Commercio Italiana in Moldova che recentemente ha partecipato ad un forum mondiale tenuto a poche centinaia di metri dalla sede del Consolato Onorario ad Ascoli Piceno».

Il conflitto fra Russia e Ucraina, quasi a confine,  ovviamente fa vivere uno stato di  tensione e preoccupazione. Il suo pensiero? «Dopo l’Ucraina, la Repubblica di Moldova è il Paese più colpito indirettamente  dalla Russia che comporta inevitabilmente  apprensioni giustificate sia nella quotidianità  economica che sociale ed anche in termini di sicurezza tanto che si evidenziano tentativi di destabilizzazione tendenti a rallentare il procedimento di adesione alla UE che ritengo strategico e necessario. Ordine tassativo è mantenere la stabilità e  la pace in ogni modo  rafforzando  la “società” attorno al progetto nazionale legato al procedimento di integrazione europea. Una sfida che va vinta per un  futuro migliore. Il destino della Repubblica di Moldavia è quello europeo». 

Antoniu Martin

Antoniu Martin

Antoniu Martin, storico rumeno e analista politico. Le sue aree di interesse sono il totalitarismo e la democrazia nel XX secolo, la costruzione europea, il multiculturalismo, la geopolitica e le relazioni internazionali. Ha pubblicato opere sulla storia del comunismo rumeno e internazionale e sulla storia del fenomeno iniziatico nello spazio dell'Europa centro-orientale. È editorialista per diverse pubblicazioni in Romania e in Italia, dove scrive articoli nel campo delle relazioni internazionali.

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