Per una volta che l’inutile arte del sondaggio settimanale avrebbe avuto un senso, quello mirato sulla Basilicata, si è riuscito ad evitarlo e continuare con quello generica. Si fossero viste con un qualche anticipo le intenzioni di voto in una Regione di territorio e popolazione contenute, Pd e Cinque stelle avrebbero avuto modo di fare un qualche ragionamento in più. Ad esempio, che è inutile non volere Calenda perché insulta Conte ogni giorno, quando la Schlein con Conte ha iniziato a prendersi a pesci in faccia.
Ma Calenda è contrario a stipulare un’ alleanza nazionale con i cinque stelle. E che importa? Apriva a livello locale e se c’era una zona d’Italia dove poteva servire Calenda fra tutte, quella era proprio la Basilicata dove aveva preso, bontà sua, il 12 per cento alle politiche, e la Basilicata non si sa quanto sia ostica. Conte e Schlein, infatti, non lo sapevano dal momento che manco sanno che le percentuali dei 5 stelle in Basilicata sono crollate. Le proiezioni nazionali continuano a dare i cinque stelle sopra il sedici per cento, poi quando voti nel 2024 da qualsiasi parte, il miglior risultato ottenuto è l’otto della Sardegna. Visti anche i consensi ottenuti in Basilicata non si capisce come possano ambire al 15 per cento nazionale, dal momento che il voto europeo è molto più difficile di quello amministrativo soprattutto se non hai una concentrazione territoriale. Può darsi che la parola “pace” incollata sul simbolo faccia la differenza. Per sicurezza, Conte avrebbe dovuto mettere in lista il papa
Morale in Basilicata ha vinto il centro destra probabilmente grazie a Calenda. Adesso ci sarà chi subito si metterà a dargli addosso e pure Calenda aveva detto di guardare al candidato, al programma e non allo schieramento. Questo per la verità sarebbe un buon metodo quando si tratta di lezioni amministrative. Davvero non c’è bisogno ogni volta di mettere una bandierina sulla Regione o sul capoluogo. Si può anche provare a cercare una soluzione condivisa nell’interesse della città o dei suoi abitanti. Lo spirito repubblicano non presume necessariamente la guerra civile fra le fazioni. Anche se spesso è accaduto il contrario, la Repubblica viene istituita per trovare un qualche accordo condiviso nell’interesse comune..







