«Non partecipo ai talk show, a me piace il ragionamento, il confronto delle idee, non le grida che servono solo ad alzare l’audience. Ho litigato con Bruno Vespa che insisteva perché partecipassi a ‘Porta a porta’». Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente del gruppo bancario ‘La Cassa’ di Ravenna e dell’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, dialogando col vicedirettore del Resto del Carlino Valerio Baroncini sul tema “Gli insegnamenti attuali di Luigi Einaudi”. L’incontro è stato organizzato dal Centro Studi Luigi Einaudi di Imola. «Non avrebbe partecipato ai talk show neppure Einaudi, perché anche a lui non interessava il litigio fine a se stesso» ha aggiunto Patuelli.
L’attualità del pensare e dell’agire del primo presidente della Repubblica Italiana sono state evidenziate da Patuelli: «Gli scritti di Einaudi dopo il 1919 evidenziano che temeva che l’Europa si potesse lacerare nuovamente per colpa dei conflitti. Nacquero così le idee degli Stati Uniti d’Europa e della moneta unica. Inutile sottolineare che se non avessimo avuto l’Euro negli ultimi mesi avremmo avuto una perdita del potere d’acquisto molto più elevata».
Il nodo centrale per Antonio Patuelli è la stabilità perché impedisce le turbolenze dei mercati. «Si fa un gran parlare di tassare gli extraprofitti delle banche, ma si tratterebbe di un provvedimento contrario all’articolo 53 della Costituzione, secondo il quale “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”, e allo Statuto del contribuente. E poi come si determinano gli extraprofitti? Confrontando l’utile con quello dell’anno precedente? Il 7 agosto 2023 il Consiglio dei ministri ha opportunamente smentito, altrimenti sarebbero stati dolori. E Luigi Einaudi – ha concluso Patuelli – sarebbe stato contrario all’Irap che non è un’imposta progressiva come vuole la Costituzione».





