La leader più potente di Europa, “la premier”, ha già riformato la Costituzione senza nemmeno il voto delle Camere, colei che ci invidiano persino gli Usa, sta trattando con l’Iran un accordo al ribasso. Per lo meno, questo si legge sulla stampa di oggi, dove l’unica cosa concreta sarebbe un’ipotesi di scambio con il tecnico iraniano arrestato in Italia per la povera Sala reclusa ad Evin. Fonti della Farnesina avrebbero persino ricordato agli americani che loro fecero lo stesso per liberare una loro cestista prigioniera in Russia con il trafficante d’armi russo Victor But. Nel caso l’America storcesse il naso a questa prospettiva, poco male. Basterebbe riuscire a chiudere l’accordo in tempo, prima dell’insediamento di Trump. Con Biden bollito e l’intelligence da rinnovare, quello che si è visto si è visto. Questa la sottile strategia diplomatica del duo Meloni Tajani che si apprende dalla stampa. Può darsi ovviamente che i nostri colleghi giornalisti siano completamente ancora ubriachi per i postumi del capodanno.
Infatti vi sarebbe anche da mettere in conto gli straordinari riflessi del governo italiano. Cecilia Sala è stata arrestata il 19 dicembre e la potente premier ha convocato l’ambasciatore iraniano il due gennaio. A questo punto perché non aspettare l’epifania, perché disturbarsi? Davanti all’arresto della Sala l’Italia avrebbe dovuto convocare l’ambasciatore iraniano il 20 di dicembre e fargli sapere che se non fosse stata rimessa in libertà che si sarebbero interrotte le relazioni diplomatiche con Teheran, ritirando l’ambasciatore. Questo, tanto per far capire che l’Italia fa sul serio. Una volta rimpatriato il corpo diplomatico italiano, si sarebbe dovuto arrestare per spionaggio tutto quello iraniano a Roma, famiglie incluse. Sarebbe più facile dimostrare per le procure che i diplomatici iraniani in Italia sono spie, piuttosto che per i mullah che Cecilia abbia violato la legge islamica. Una volta buttati sotto chiave i diplomatici iraniani ecco il momento di far trattare i servizi di intelligence che sono in contatto da quando ricevemmo Khatami in Italia.
Ovviamente tutto questo si sarebbe potuto evitare se il governo italiano della potente e invidiata onorevole Meloni, si fosse reso conto della delicatezza della crisi in corso con l’Iran, tale per la quale non solo l’Iran è il primo fornitore di armi alla Russia, ma è anche il primo finanziatore degli Huti contro i quali la marina italiana guida una missione militare nelle acque del Golfo. Non è una missione di guerra! Questo secondo noi, ovvio, non secondo gli Huti, non secondo l’Iran, o per lo meno, non secondo una parte del Consiglio Islamico che ha preteso l’arresto di Cecilia, come rappresaglia, E badate che nemmeno mettiamo in questione i rapporti Israele, Libano, Iran. Un governo serio che si assume responsabilità come quelle descritte nei confronti dell’Iran, avvisa tutti i suoi connazionali dei rischi che corrono entrando in Iran, soprattutto evita di far partire qualcuno per l’Iran senza condizioni minime di sicurezza, Cecilia Sala è arrivata in Iran il tredici dicembre ed era già su una lista nera.
La leader più potente d’Europa, che ci invidiano anche gli Stati Uniti d’America, non può ovviamente badare a simili dettagli. Questi sono tipici appunto di chi deve risalire la china della politica internazionale, non di chi guida il G7, ride con il papa, frequenta Musk e viene baciata in fronte da Biden. La madre di Cecilia è uscita dall’incontro a Palazzo Chigi rassicurata, ci mancherebbe solo che si volesse toglierle questo sentimento. Per cui al governo si fa una sola osservazione. Se la strada intrapresa per arrivare alla liberazione è quella che si legge oggi dalle cronache, cioè praticamente fregare gli americani, benissimo. Si sa che gli americani sono notoriamente degli sciocchi e gli italiani furbissimi. Si tenga solo presente tre cose. Primo che il russo scambiato dagli Usa non era accusato di aver contribuito alla morte di soldati americani e cittadini israeliani, come la tecnologia impiegata da Mohammad Abedini Najafabadi. Secondo, che l’Italia si è già persa un trafficante d’armi russo, Uss, l’anno scorso agli arresti domiciliari, con il ministro Nordio costretto ad una pietosa accusa di incompetenza alla magistratura. Terzo, che l’Idea di tirare il bidone a Biden, è brillante, deve averla avuta Lollobrigida, ma i rapporti di intelligence internazionale si mantengono anche nel caso di un cambio dei vertici. Se Trump cambiasse tutti gli attuali agenti in servizio, il vincolo sul mandato di un’operazione precedente resta, si chiama continuità amministrativa, i servizi americani ne fanno un vanto dal tempo dell’operazione Lumumba.
Quando il povero Roosevelt morì in pieno conflitto nel bunker della cancelleria del Reich, Goebbels, Bormann e Hitler stapparono champagne. Figurarsi se quel rammollito di Truman avrebbe continuato la guerra. Abbandonarsi alle illusioni è il miglior gusto della vita politica soprattutto quando si sta già rifugiati sotto terra.
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