venerdì, 17 Aprile 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


La moda delle etichette, da Dante a Mazzini

Andrea Sirotti Gaudenzi di Andrea Sirotti Gaudenzi
19 Gennaio 2023
in Cultura
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Posso dirlo? A me i film western non sono mai piaciuti. Ho sempre pensato che ridurre la storia a un confronto tra buoni e cattivi fosse frutto di una operazione di semplificazione inaccettabile. Tanto più che oggi sappiamo che i pellerossa non erano affatto i cattivi. La storia ci ha insegnato che è difficile ricondurre ogni fenomeno a poche categorie dogmatiche, incollando etichette addosso a tutto e a tutti. In Italia siamo stati fenomenali nel complicarci la vita. Per esempio, ai tempi di Dante non fu sufficiente suddividere i fiorentini tra ghibellini e guelfi. Questi ultimi, prima a Pistoia e poi a Firenze, si distinsero tra bianchi e neri. Nella città del Giglio si diede vita alla scissione tra i due partiti principalmente per rispondere agli interessi di alcune potenti famiglie, i Cerchi e i Donati. A complicare ancor di più la vita degli studiosi di storia arrivarono “passaggi” dall’una all’altra fazione sino a giungere a un’alleanza tra guelfi bianchi e ghibellini. Per colpa delle etichette affibbiate da qualche improvvisato storico, si discute ancora se il Sommo Poeta fosse divenuto ghibellino, proprio a seguito dell’avvicinamento tra guelfi bianchi e ghibellini.


Poi ci sono quelli che dibattono sul Dante inventore di una lingua nuova, sul Dante scopritore di un orgoglio nazionale, sul Dante cantore del misticismo, sul Dante precursore dell’esoterismo dei Rosacroce, sul Dante anticipatore del simbolismo massonico, sul Dante fustigatore della Chiesa cattolica, sul Dante incline a mandare tanti (troppi) all’inferno, etc. Figuriamoci se non si possa discutere oggi se Dante sia stato o meno il padre del pensiero politico di destra (e perché non di quello di sinistra?).


In fondo, qualsiasi pensiero espresso coscientemente dev’essere apprezzato, se non altro per capire chi sono i nostri interlocutori. Probabilmente, aveva ragione Giuseppe Prezzolini quando scriveva che «senza la libertà di parola sarebbe molto difficile riconoscere gli imbecilli». Solo a titolo di cronaca, qualcuno tende ad accostare il partito dei ghibellini ai conservatori e le fazioni guelfe (cui Dante apparteneva) ai progressisti, ma trattasi di mero esercizio di stile che probabilmente non risponde allo spirito dei tempi, prestando il fianco a categorie successive. Se ne dicono di cose, spesso con qualche forzatura. Fa parte del gioco di ogni stagione culturale (o sedicente tale). E il giochino può essere declinato a dismisura. Per esempio, sulla Stampa di Torino del 16 gennaio Vito Mancuso si chiede se Gesù fosse pacifista, ricordando, tra le altre cose, le condanne ai farisei e l’episodio della cacciata dal Tempio dei mercanti. Del resto, che la parola del Cristo sia stata – nel tempo – più volte posta alla base di conflitti non è affatto un mistero. Mentre Tertulliano legittimava l’obiezione di coscienza da parte dei cristiani, Sant’Agostino, nel De Civitate Dei, individuò le condizioni per poter definire «legittima» una guerra («bellum iustum»), qualora si dovesse rispondere a una iniuria, con il precipuo obiettivo di poter ripristinare la pace perduta. Le Crociate furono una formidabile occasione per rivendicare l’uso della forza contro i non credenti. E le Crociate furono poi invocate quale “modello” da sfruttare in altre occasioni, quando qualche signore non era in linea con i dettami del potere temporale della Chiesa. Si pensi alla sanguinosa Crociata contro i forlivesi bandita nel 1355 da Innocenzo IV (che voleva sottomettere i riottosi Ordelaffi) o agli eccidi di Faenza del 1376 e al sacco di Cesena del 1377 nel corso della Guerra degli Otto Santi.


Ma torniamo agli ispiratori del modello della «guerra giusta». Bernardo da Chiaravalle, benedicendo i Templari nel De laude novae militiae, traeva ispirazione dal Deuteronomio affermando che l’uccisione di un infedele non fosse un omicidio, ma un malicidium, ovvero una (legittima) eliminazione del male, tanto da scrivere che «il Cavaliere di Cristo uccide in piena coscienza e muore tranquillo», dato che l’eliminazione del nemico avrebbe rappresentato un’opera in nome di Cristo. E il nostro Dante si affida proprio a Bernardo nelle fasi finali della sua Commedia: «Credea veder Beatrice e vidi un sene / vestito come le genti gloriose. / Diffuso era per li occhi e per le gene / di benigna letizia, in atto pio / quale a tenero padre si convene» (Commedia, Paradiso, XXXI, 59-63). Anche San Tommaso d’Aquino, nella Summa Theologiae, scrisse che chi si impegna nelle «guerre giuste» ha come obiettivo la pace e sviluppò i concetti già espressi da Sant’Agostino di Ippona, indicando i requisiti per individuare la recta intentio del conflitto. In tempi più recenti Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ricordava come dovesse intendersi «lecito uccidere i nemici nella guerra giusta», ma anche nella guerra «dubbiamente giusta se si tratta di ubbidire al proprio monarca». Chi volesse approfondire il tema potrà trovare conforto nella monumentale antologia del 1876 a firma di Giovan Battista Fornaroli (Raccolta delle quattro parti della dottrina cristiana), in cui sono affrontati i problemi della «guerra giusta».

Quindi, Gesù Cristo non era pacifista? Possiamo cucirgli addosso una nuova etichetta, se non altro tenuto conto delle interpretazioni offerte dai suoi esegeti? E come quando è possibile qualificare la guerra come «giusta»? Ma torniamo a Dante. Era di destra o di sinistra? Giuseppe Mazzini, quando era a Londra, trovò alcuni studi inediti di Ugo Foscolo: si trattava delle Illustrazioni dedicate alla Commedia dantesca. Mazzini, convinto che a Dante dovesse essere riconosciuto il merito di aver anticipato il Risorgimento, pensò bene di curare la pubblicazione degli studi foscoliani, affidandola all’editore Pietro Rolandi nel 1842. Nell’occasione, Mazzini (che non firmò con il suo nome la prefazione dell’opera) indicò il Sommo Poeta come «individuo che racchiude, siccome in germe, l’unità e l’individualità nazionale». E concluse: «La Patria s’è incarnata in Dante. La grande anima sua ha presentito, più di cinque secoli addietro e tra le zuffe impotenti de’ Guelfi e de’ Ghibellini, l’Italia: l’Italia iniziatrice perenne d’unità religiosa e sociale all’Europa, l’Italia angiolo di civiltà alle nazioni, l’Italia come un giorno l’avremo». Era di destra o di sinistra, quindi? Era semplicemente (e meravigliosamente) Dante. E questo Giuseppe Mazzini lo aveva capito benissimo, quasi due secoli fa, senza bisogno di scomodare qualche etichetta posticcia.

Domenico di Michelino, Dante e la Commedia. Foto di Frans Vandewalle | CC BY-NC 2.0

Andrea Sirotti Gaudenzi

Andrea Sirotti Gaudenzi

Andrea Sirotti Gaudenzi è avvocato, scrittore e docente universitario. Dirige trattati e collane giuridiche, occupandosi – tra l’altro - di diritti umani, del ruolo dell’Unione europea e della tutela della creatività

Altri Articoli

Simmel, la morte, il destino

Simmel, la morte, il destino

Filosofia della vita, ontologia dell'umano. Se uno dovesse esprimersi per slogan, per etichette, ce la sbrigheremmo così. Perché Simmel, con...

Il Pri di Roma con Debora Pacifici

Bangera Rossa

Se il conflitto tra diverse idee di progresso attraversa la storia della sinistra italiana, esso riaffiora, talvolta in modo più...

Come iniziò il Risorgimento italiano

Come iniziò il Risorgimento italiano

Il Risorgimento italiano inizia 230 anni fa esatti, 27 marzo 1796. Un giovane generale Bonaparte si presenta a Nizza, quartier...

Umberto Eco e le riflessioni sul dolore

Umberto Eco e le riflessioni sul dolore

Il libro postumo di Umberto Eco, Riflessioni sul dolore (La Nave di Teseo, Milano 2025, 64 pp.) muove dalla constatazione secondo cui...

Prossimo articolo

Ci mancava proprio l'ultimo libro di Ratzinger

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

l’XI congresso regionale del Pri pugliese

l’XI congresso regionale del Pri pugliese

Il lento suicidio di Hamas

Il lento suicidio di Hamas

Articoli Popolari

  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1074 Condivisioni
    Condividi 430 Tweet 269
  • Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1070 Condivisioni
    Condividi 428 Tweet 268
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1045 Condivisioni
    Condividi 418 Tweet 261
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    950 Condivisioni
    Condividi 380 Tweet 238
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    877 Condivisioni
    Condividi 351 Tweet 219

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA