venerdì, 17 Aprile 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


Autobiografia di un presidente del Consiglio

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
5 Novembre 2024
in L'editoriale
1
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

In diverse occasioni il presidente del Consiglio ha ricordato come la sua militanza politica nella destra nazionale fosse spinta dall’indignazione e dal dolore per la morte dei giudici Falcone e Borsellino, uccisi negli attentati di mafia tra il luglio e l’agosto del 1992. Allora Giorgia Meloni aveva 15 anni. Come saprà bene il giudice Falcone era legato all’area laica e socialista e morì come collaboratore del ministro Martelli in un governo Andreotti. Il giudice Borsellino aveva invece simpatie abbastanza note per il Movimento sociale e comunque entrambi erano al Pri molto cari anche se solo con Falcone c’erano state relazioni personali. Vero anche che il Movimento sociale tra il 1992 ed il 1993 rivendicando proprio una continuità morale con i due giudici assassinati, si schierò interamente a sostegno delle inchieste della magistratura, che pure all’epoca aveva iniziato ad occuparsi più di finanziamento pubblico ai partiti che di lotta alla mafia.

In ogni caso, il fatto che il presidente del consiglio abbia sentito il bisogno di rivendicare la sua scelta politica legata al desiderio di difendere due servitori dello Stato democratico, giovanissima nei primi anni ’90, la distingue dai tanti suoi colleghi che entrarono nel Msi altrettanto giovanissimi e solo per simpatie nazifasciste. Se si può mettere in discussione la tipologia della scelta compiuta, il Movimento sociale aveva un passato a dir poco oscuro, non si può non apprezzare la bontà delle motivazioni dell’onorevole Meloni. Per questa ragione c’è da chiedersi se oggi invece il presidente del Consiglio Meloni non si senta in qualche imbarazzo nel registrare una contestazione tanto virulente da parte della sua maggioranza e dei suoi colleghi di governo nei confronti dei giudici. Possibile che siano così tanti comunisti nelle procure, come dice il ministro Salvini? E pure Salvini è entrato più o meno negli anni dell’onorevole Meloni in un partito, quale la Lega nord, i cui parlamentari incitavano proprio i giudici a fare il loro lavoro sventolando dal proprio banco in Aula un cappio, quasi fosse un documento di carta. Possibile che questa magistratura tanto sollecitata ed apprezzata quando il comunismo agonizzava, sia diventata comunista trent’anni dopo, quando il comunismo era morto e sepolto? Secondo il presidente del Consiglio, al ministro Salvini, sarebbe persino inutile porre la domanda, appare credibile una simile impostazione polemica con i magistrati, ovvero, che quelli ce l’hanno con il governo perché sono comunisti, a Roma, a Bologna, a Catania, e chissà dove altro ancora si scopriranno tali. Questo perché, bisogna che il presidente del Consiglio se lo annoti, lo scontro sul decreto sicurezza è solo il prologo in cielo di quello che si preparerà nelle procure italiane. Uno scontro sulla detenzione extraterritoriale dei migranti clandestini che chiedono asilo, farà rimpiangere le inchieste sulle irregolarità del finanziamento pubblico che pure hanno affossato l’arco costituzionale nel secolo scorso. Abbastanza incredibile che al governo non se ne rendano conto nonostante il caso Diciotti, una bazzecola, al confronto..

In attesa di quello che si prepara, la vicenda dell’onorevole Colosimo aggiunge ulteriori perplessità. Qui non si tratta del dovuto garantismo che riguarda il ministro Santanchè o il sottosegretario Delmastro e altri parlamentari più o meno rilevanti implicati in discutibili vicende. Nessuno imputa all’onorevole Colosimo una qualche violazione della legge, va scritto per chiarezza, l’onorevole è assolutamente al di sopra di qualsiasi possibile accusa. Vi è invece una semplice e inequivocabile questione di opportunità. Dal momento che Fratelli d’Italia dispone di tanti eletti competenti da nominare alla commissione Antimafia, in un partito in cui sopravvive la memoria del giudice Borsellino, mica del gerarca Pavolini, perché ritrovarsi proprio con qualcuno con dei parenti sospettati di correlazioni con la mafia? I parenti sono innocenti, benissimo. Intanto il sospetto si diffonde e come si è visto nella storia repubblicana, e non solo in Italia, fa più male di una sentenza.

Verrebbe da chiedersi cosa avrebbe detto il Movimento sociale se la Democrazia cristiana o il Pci avessero nominato alla commissione Antimafia un qualche esponente di partito con uno zio chiacchierato come quello dell’onorevole Colosimo. Non si capisce perché mai il presidente del Consiglio debba ritrovarsi in una situazione tanto esposta e delicata. Si tratta del suo partito e del suo governo. Da una parte rischia uno scontro frontale con le procure che la accompagnerà sino alle dimissioni. Dall’altra di lasciare calare un’ombra persino sulla sua nobile scelta politica della giovinezza. Conviene forse al presidente del Consiglio di ritrovarsi una situazione del genere? Anche nel caso in cui avesse tutte le ragioni, dovrebbe poter disporre di tali e tanti successi del governo da poter vantare, senza riuscire ad uscirne indenne. Compiere un passo indietro, prima d andare a schiantarsi, sarebbe una dimostrazione di buon senso.

Galleria della presidenza del Consiglio dei Ministri

Tags: giustiziaMeloni
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Altri Articoli

La pontiera

Un’Italia che non conta più niente

La dichiarazione del presidente del consiglio italiano sull'annuncio di un cessate il fuoco tra Libano e Israele, è quella di...

La  Pace Perpetua della sola forma Repubblicana

La Pace Perpetua della sola forma Repubblicana

Il diritto internazionale lo inventò Kant quasi di sana pianta in un'epoca in cui l'unico diritto era quello del re....

Un giudizio sintetico a priori

I principi dimenticati

C’è un limite oltre il quale la politica smette di essere esercizio di responsabilità e diventa teatro di reazioni tardive,...

Una premier de sinistra chiamata Giorgia

Una premier de sinistra chiamata Giorgia

La sospensione del memorandum Italia Israele, che prevede collaborazione militare e di intelligence fra i due Stati, non rappresenta un...

Prossimo articolo
Il progetto emiliano romagnolo

I candidati del Pri nella lista Riformisti Emilia Romagna Futura

Comments 1

  1. Barraco Tarlati Bartolomeo Walter says:
    1 anno ago

    Condivido, eccezion fatta per i Giudici. Dobbiamo ricordarci che gli attuali giudici sono stati ammessi nei periodi dei Governi di Centro-Sinistra e che come tutti gli Italiani ci sono persone capaci, sincere, serie, oneste; come anche ci sono persone incapaci, bugiarde, non serie e disoneste. Questo in percentuale in tutti gli Italiani, non vedo come per i Giudici dovrebbe esserci una scelta obbligata di persone serie ed oneste, aggiungo che ci sono anche Giudici politicizzati. Pertanto siamo in una situazione in cui se ti capita un Giudice serio sei fortunato altrimenti sei fottuto. Questo metodo deve essere modificato. Non possiamo assistere a situazioni che rovinano i cittadini perchè incappati in Giudici politicizzati o disonesti. E sono tanti, troppi.

    Rispondi

Rispondi a Barraco Tarlati Bartolomeo Walter Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

La Russia di Putin ha altro di cui preoccuparsi che della morte di Gorbaciov

La Russia di Putin ha altro di cui preoccuparsi che della morte di Gorbaciov

La responsabilità della pace

La pace dei demagoghi

Articoli Popolari

  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1074 Condivisioni
    Condividi 430 Tweet 269
  • Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1069 Condivisioni
    Condividi 428 Tweet 267
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1045 Condivisioni
    Condividi 418 Tweet 261
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    950 Condivisioni
    Condividi 380 Tweet 238
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    877 Condivisioni
    Condividi 351 Tweet 219

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA