Referendum Costituzionale Confermativo 22 e 23 marzo 2026, il documento congiunto di PRI, PSI, Più Europa, Partito Liberaldemocratico – SIAMO FAVOREVOLI ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI. SI VOTA SI’
Nel tempo questa riforma è stata sostenuta da schieramenti diversi ed è stata più volte inserita nei programmi elettorali. Non è una bandiera ideologica di oggi, ma un tema del nostro ordinamento giuridico.
Il motivo del referendum è semplice: parità tra accusa e difesa. Chi accusa deve essere distinto da chi giudica. Il pubblico ministero è parte del processo. Il giudice deve essere arbitro terzo.
Il referendum non è la riforma della giustizia. Non risolverà tutti i problemi della giustizia italiana, così come non ridurrà la durata dei processi. Non colmerà la carenza di personale. Il voto favorevole apre un percorso di riorganizzazione istituzionale più coerente e più chiaro.
Chi vota NO ha motivazioni legittime, legate al timore di possibili interferenze politiche o di indebolimento dell’indipendenza della magistratura. Nonostante queste preoccupazioni legittime, noi riteniamo che un sistema con ruoli più distinti e responsabilità più definite rafforzi, non indebolisca, le garanzie democratiche.
Ventidue su ventisette dei sistemi giudiziari europei e diverse democrazie occidentali hanno già la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri), con percorsi formativi e professionali distinti. Con il NO la riforma approvata dal Parlamento resterà priva di effetti giuridici e non produrrà alcuna modifica all’organizzazione attuale.
Non sono previste soluzioni intermedie né quorum di partecipazione: l’esito dipenderà esclusivamente da ogni singolo voto validamente espresso. In questo contesto, la scelta di ciascun elettore assume un valore diretto e immediato.
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