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Ci pensa l’Inghilterra

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
17 Febbraio 2025
in L'editoriale
1
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Appena il presidente Macron disse l’anno scorso che bisognava valutare ogni opzione nella crisi ucraina, inclusa quella dell’invio delle truppe, insorse il ministro degli Esteri italiano, l’onorevole Tajani, asserendo che nemmeno se ne doveva parlare. L’invio di truppe avrebbe impedito le trattative che bisognava intraprendere fra le parti. L’onorevole Tajani aveva ragione, ecco infatti le trattative che sono partite fra americani e russi, senza nemmeno consultare gli europei, e l’Italia che come non vuole inviare i soldati, nemmeno voleva che si bombardassero i russi oltre il confine, tre chilometri dal fronte, ha come ricompensa le insolenze rivolte al capo dello Stato da parte della cricca del Cremlino. Grazie all’arte diplomatica del ministro Tajani, il Quirinale è diventato un bersaglio.

In guerra la cosa migliore è intimidire piuttosto che combattere ed il governo italiano ancora non ha capito di essere in una guerra con la Russia e di venirne intimidito. Adesso che gli americani considerano l’Europa per quello che vale, Macron ha convocato un vertice della sicurezza per chiarirsi tutti le idee e decidere cosa fare. Francamente appare fuori tempo massimo. L’America ha già raccolto la richiesta di pace, quella proveniente dal santo padre. Trump potrebbe dire, scusate abbiamo vinto la guerra fredda contro una Russia che includeva l’Ucraina, perché dovremmo negargliela, ore che non possiede più nemmeno gli stati satelliti che sono entrati tutti nella Nato? Cos’è questa storia di difendere l’Ucraina? Se la Russia attaccherà domani la Nato vedremo il da farsi, adesso piantiamola di dare armi a Zelensky. Ovviamente si potrebbe protestare per questa decisione statunitense, si potrebbe persino dire che il primo a ventilare l’ipotesi di un ingresso dell’Ucraina nella Nato fu un presidente repubblicano come George W, Bush, e ad alimentarne le speranze il senatore di quello stesso partito McCaine, ma tutto questo non cambierebbe la posizione della nuova amministrazione della Casa Bianca. Basterebbe che Vance citasse Tajani, ecco, facciamo esattamente quanto chiesto dall’Italia, trattiamo con la Russia perché non vogliamo combattere. Mica siamo pazzi ad inviare soldati.

In una situazione per la verità molto fluida, perché molto confusa e grazie al pasticcio europeo, la nuova amministrazione statunitense ancora non sa che direzione di marcia prendere. Da notare, en passant che quando un’amministrazione precedente si impegna tanto nello sforzo verso un paese terzo, non è facilissimo per la nuova presidenza interrompere i rapporti di sostegno, al contrario. A rompere tanti indugi è stata l’Inghilterra, che ha preso una posizione netta. Il premier Kramer ha dichiarato infatti al Daily Telegrap di “essere pronti e disposti a contribuire alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina inviando le nostre truppe sul campo se necessario”. Non c’è rischio che un Tajani qualunque lo smentisca. Il governo inglese non fa parte dell’Unione europea e soprattutto Kramer ha parlato dei suoi soldati, non di quelli altrui, dei soldati di sua Maestà britannica.

Inutile lamentarsi dell’orrido governo americano che si mette d’accordo con l’aggressore, dimenticandosi persino i precedenti del processo di Norimberga. Alla peggio, la nuova amministrazione americana l’avrebbe pensata esattamente come Tajani, né soldati. né bombe sul sacro suolo russo. Tanto vale allora fare la pace con la Russia, cosa sosteniamo l’Ucraina a fare? Fa ridere il sostegno all’Ucraina offerto dall’Europa dell’onorevole Tajani. Meglio regalargliela l’Ucraina a Putin e farla finita. Altrimenti c’è la soluzione inglese. La nazione di Churchill ha imparato la lezione di non volere i russi fra i piedi. Magari con qualche ragione.

Keir Kramer official page

Tags: StarmerTajani
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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Comments 1

  1. Barraco Tarlati Bartolomeo Walter says:
    1 anno ago

    Sono convinto anche io che i nostri Ministri hanno sbagliato impegno. Non è possibile inviare armi di difesa e condizionarli a non sorpassare il confine. Forse si basa tutto sulla Costituzione che ci impone di non usare armi contro altri Stati, allora va cambiata la Costituzione, in un mondo nuovo che dimostra con i fatti di essere vecchio abbiamo il dovere ed il diritto di difenderci e difendere l’Europa. Trump vede l’Ucraina come paese da regalare a Putin, per noi non è così. L’Europa deve svegliarsi ed alla svelta, attivare una difesa Europea immediatamente e dimostrare a Trump che può entrare in gioco e deve entrare in gioco altrimenti molto presto ci troveremmo come nel ’39

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