L’articolo di Piergiorgio Vasi sul Meeting di Rimini e le riflessioni di Mario Monti e del Presidente Sergio Mattarella sulla distanza tra le istituzioni dell’Unione Europea e i suoi cittadini è stato illuminante e condivisibile in larga parte. Tuttavia, manca un aspetto fondamentale che non può essere ignorato: l’Europa politica federale.
Come sottolinea Vasi, l’Europa che abbiamo costruito non è quella sognata da Giuseppe Mazzini con la sua “Giovane Europa”, un’entità politica e morale fondata su un patto di popoli liberi e uguali, uniti da un destino comune e da ideali di progresso e fratellanza. Ma è proprio questo tipo di Europa che dobbiamo cercare di costruire.
L’Unione Europea, come istituzione nata dal basso per proteggere e amplificare la sovranità dei suoi componenti in un mondo globale, ha fatto molto per garantire la pace e la stabilità nel continente. Tuttavia, come afferma Vasi, la logica del mercato e della governance fine a se stessa ha preso il sopravvento sull’etica del servizio e sulla visione politica.
Per superare questa impasse, è necessario un cambio di passo radicale. L’Europa deve trasformarsi in un’entità politica federale, avere una governance che significhi propria politica estera, politica di difesa e politica di bilancio, in grado di prendere decisioni strategiche e di rappresentare gli interessi dei cittadini europei nel mondo, non dei singoli stati che da soli, nella follia sovranista della visione confederale della destra italiana, sono destinati ad essere servi dei nuovi equilibri. Solo così potrà essere un attore globale credibile e influente.
Solo un’Europa politica federale può garantire la coesione e la solidarietà tra gli Stati membri, e può permettere di affrontare le sfide globali con una voce unica e una strategia comune. È questo il modo per costruire un’Europa che sia finalmente un faro di diritti, di opportunità e di coesione, non un freddo calcolatore di parametri economici.
Come diceva Mazzini, l’unione dei popoli non è solo un interesse, ma un dovere e un amore. È tempo di riscoprire quella scintilla ideale e di lavorare per costruire un’Europa che sia veramente al servizio dei cittadini e non solo degli Stati.
Oggi, 24 agosto, anniversario dell’entrata in vigore del Trattato istitutivo della NATO, è una giornata particolarmente significativa per riflettere sul ruolo dell’Europa nella comunità internazionale. Quel trattato, firmato il 4 aprile 1949 e divenuto operativo proprio il 24 agosto dello stesso anno, ha rappresentato un pilastro fondamentale per la sicurezza e la stabilità nel continente europeo.
Per questo da repubblicani crediamo che l’Europa politica federale sia il passo necessario per garantire il futuro del nostro continente. E per questo penso che noi dovremmo avere sl centro dei nostri programmi le seguenti proposte:
– Rafforzare le istituzioni europee e di dotarle di poteri più ampi per prendere decisioni strategiche;
– Creare una vera e propria governance europea che sia in grado di rappresentare gli interessi dei cittadini europei nel mondo;
– Promuovere la coesione e la solidarietà tra gli Stati membri attraverso politiche comuni e condivise;
– Garantire la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini europei.
Il futuro dell’Europa è nelle nostre mani. Come disse Winston Churchill, “Se non possiamo fare meglio, possiamo almeno fare diversamente”. È tempo di fare diversamente, di prendere decisioni coraggiose e di lavorare per costruire un’Europa che sia veramente al servizio dei cittadini e non solo degli Stati. Noi repubblicani siamo pronti a lavorare per questo futuro, insieme a tutti coloro che condividono la nostra visione di un’Europa politica federale. Un futuro in cui l’Europa possa essere, come diceva Victor Hugo, “Gli Stati Uniti d’Europa”, un faro di speranza e di libertà per il mondo intero.
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Sono pienamente d’accordo.