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I principi della pace

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
8 Ottobre 2024
in L'editoriale
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Per risolvere diplomaticamente il conflitto fra la Francia e l’Austria, un fautore della pace, quale era il conte di Metternich, aveva una formula esemplare, “francese è solo la Francia”. Se Napoleone avesse voluto restare sul trono, non avrebbe che dovuto rimettere i territori conquistati con la Rivoluzione a loro stessi e la pace in Europa si sarebbe fatta immediatamente. Priva dell’orgoglio e delle ambizioni di Bonaparte, la repubblica francese del secolo successivo non aveva particolari ragioni di combattere ancora la Germania. Hitler si riprese la Renania con un esercito di mazzieri che si sarebbe potuto disperdere con un reparto di cavalleria. Il presidente de la Rèpublique, l’ebreo socialista Leon Blum, invitò Goebbels all’Eliseo e gli offerse il the con i pasticcini. Figurarsi se la Francia pensava di combattere per la Polonia. Un altro errore di Napoleone. Il governo Reynaud, in meno di 50 giorni, si arrese ad un esercito che era ancora la metà del suo. Hitler, recuperata la Renania non aveva nessun interesse verso la Francia se non di riscattare l’umiliazione di Compiègne. Riesumò lo stesso vagone della guerra 15-18 e tutto soddisfatto lasciò alla Francia la sua autonomia amministrativa. Quella si rivelò talmente collaborativa che quando Heydrick pretese di consegnargli i suoi ebrei, la Francia gli diede anche i bambini che pure le ss non avevano richiesto. A conti fatti c’era giusto De Gaulle ad opporsi alla pace con i tedeschi e a Parigi lo ritenevano uno svitato. Se l’Inghilterra avesse voluto la pace, Hitler sarebbe stato persino più ben disposto di quanto si fosse rivelato con i francesi. Il caporale aveva promesso di tutelare l’Impero di Sua Maestà. Un affronto per un vecchio lord dell’ammiragliato quale fu Churchill che, praticamente da solo, convinse i suoi connazionali a preferire la guerra. Questioni di carattere su cui l’idea della pace può poco o nulla. Infatti Hitler sbraitava che era Churchill il guerrafondaio, non lui. Lo stesso dicono oggi di Netanyahu.

Eppure anche il conte di Metternich si sarebbe trovato in difficoltà a trattare la pace tra l’Iran e Israele, dal momento che tutti hanno ascoltato con le loro orecchie, il leader iraniano chiedere l’eliminazione dello Stato ebraico. Lo stesso sostiene il governo di Gaza gestito da un solo partito, Hamas. Per amore della pace un emulo di Metternich potrebbe comunque tentare l’impresa e spiegare ad Israele che in fondo il suo è un piccolo Stato. Si potrebbe facilmente sbaraccare evacuandone la popolazione. Magari, il novello Metternich offrirebbe garanzie per coloro che proprio non volessero andarsene, anche se non si sa con quale convinzione. Gli arabi si sbudellano fra loro dalla notte dei tempi, abbiamo visto di recente cosa hanno fatto agli ebrei. Se poi Israele levasse le tende e pazienza per i trattati internazionali, nemmeno Metternich potrebbe garantire la pace nella Regione. Vi sono altri quattro Stati di cui bisognerebbe discutere la stabilità dal momento che anche quelli occupano in parte, o in tutto. la Palestina romana. Giordania, Egitto, Libano e Siria godrebbero di una transizione pacifica? E chi glielo spiega? Mentre la Turchia è convinta davvero di essere in una migliore posizione? A rigori non era palestinese Gaza, sotto i romani, perché dovrebbe non esserlo Ankara?

Bel risultato davvero, fatta sparire pacificamente Israele dalle mappe, la guerra raddoppia. Quel genio pacifista di Metternich cancellò il regno di Westfalia e Francia e Germania iniziarono a combattersi appunto per almeno 50 anni. Non che le cose vadano meglio fra ucraini e russi. I russi non concepiscono un’indipendenza nazionale ucraina, perché se si trattava di difendere il Donbass, lo avrebbero facilmente barricato. L’Ucraina manco disponeva di un esercito operativo al momento dell’invasione e non è in grado di riprenderlo nemmeno adesso che batte cassa con successo.

Poi, per carità, come dar torto al buon pontefice cattolico che rimprovera alla comunità internazionale di non fare abbastanza per la pace? Come rimproverare il presidente del Consiglio italiano che ammonisce Israele a rispettare il diritto umanitario? La storia dell’umanità è storta. Ottantanove anni fa esatti l’Italia invadeva l’Abissinia, usando i gas proibiti dalla Comunità delle nazioni. Il Negus si appellò al rispetto delle convenzioni sottoscritte e fu preso a pernacchie. Allora le Nazioni misero le sanzioni all’Italia e fu Mussolini a sganasciarsi dalle risate. E nessuno lo bombardava Mussolini e nemmeno gli sgozzavano i figlioletti sotto gli occhi.

Domaine de Vizille MDLRF

I

Tags: Metternich
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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