Quando i nostri opinionisti da salotto televisivo non hanno più argomenti ricorrono agli anatemi. Per cui accade costantemente che in qualche dibattito scadente, qualcuno non sappia esprimere meglio il proprio disprezzo nei confronti del movimento 5 stelle accusandolo, come è successo, di giacobinismo. Questo ovviamente non attesta che il movimento grillino sia davvero un erede, se non addirittura una replica, del club giacobino, ma che, chi lo accusa di essere tale, possiede una solida educazione cattolica. Sono i preti, con le dinastie monarchiche, i principali nemici del giacobinismo ed hanno usato ogni mezzo disponibile per discreditarlo, il primo dei quali fu di accusarlo, nel secolo scorso, di precorrere il bolscevismo.
Sotto un profilo strettamente storiografico il rapporto bolscevismo-giacobinismo presenta per lo meno un elemento plausibile. Trotskij e Lenin discutevano del movimento giacobino già nel congresso socialista del 1905, sull’idea di concentrazione di poteri dello Stato. Il punto della discussione che sfuggiva però ad entrambi i capi del futuro partito comunista russo era che il club giacobino aveva una esclusiva origine parlamentare e che tutto il giacobinismo si ritrova nella difesa delle prerogative del parlamento. Il club giacobino in altre parole crede nella rappresentanza e la tutela, sono i sanculotti che si oppongono a questo principio e che trovano degli elementi perturbatori nel club giacobino, in particolare al suo affiliato club dei cordiglieri, che non a caso, più che alla Convenzione opera alla Comune di Parigi con l’uomo di Danton, Hebert. Ed Hebert, infatti, si rivolterà contro Danton. Il bolscevismo da parte sua non è stato un fenomeno tanto complesso. Lenin il parlamento lo chiude appena possibile. Robespierre davanti al voto del parlamento mette la testa sulla ghigliottina con tutti i suoi sostenitori senza proferir più parola. Per cui la distanza tra il bolscevismo ed il giacobinismo era siderale già nel 1917. Pensare di trovarne qualche emulo ancora un secolo dopo, ha qualcosa di tristemente grottesco, anche se Beppe Grillo disse ai suoi eletti a Montecitorio, “voi sarete la Montagna”. Beato lui. Nei banchi della Montagna alla convenzione sedeva gente come Carnot che scritte le leggi dello Stato la notte al mattino si recava a guidare le truppe alla frontiera contro un nemico più numeroso. E questo era comune ai Saint Juste, ai Baudot, ai Prior de la Marne, a quasi tutti i deputati giacobini insomma. Nei banchi 5 stelle si ricorderà Toninelli che ministro dei trasporti quando precipitò il ponte di Genova, stava al mare con la famigliola, assicurando che dalla spiaggia si seguivano meglio le operazioni di soccorso.
CCO






