Ivan Alexeiev è il giovane rapper russo scappato in Lituania per aver messo in musica la morte di Putin, Il lago dei cigni. In questi ultimi giorni la polizia moscovita ha arrestato tutti gli artisti di strada che lo cantavano per i passanti. Scene ordinarie di vita quotidiana di un regime che pure dovrebbe essersi rincuorato, rullo di tamburi, con la strabiliante conquista di Povrovsk. Due anni di combattimenti, centomila morti. Che poi davvero i russi conquistino qualcosa nell’oblast di Povrovsk è tutto da dimostrare. La televisione svizzera disse che Povrovsk era caduta il 31 agosto scorso e adesso, ottobre inoltrato, ci risiamo. Le mappe satellitari dell’area mostrano un terreno completamente trincerato e minato, rovine dappertutto, che consente all’esercito ucraino di retrocedere su fortificazioni secondarie. Può, tornare ad avanzare, o è accerchiato e condannato? Potrebbe essere benissimo che i russi sfondino senza mezzi pesanti e siano poi costretti a lasciare le loro posizioni. Non si vedono carri dai satelliti. Per sapere quale sia la situazione a Povrovsk, le immagini mostrano i combattimenti, dovremo aspettare ancora qualche settimana.
Putin per l’occasione ha indossato la mimetica vantando un successo, almeno uno. Stalin arrivò a Berlino in minor tempo, altro che Povrovsk. Va detto che la prima armata sovietica ad entrare nella capitale del Terzo Reich fu quella ucraina. Si comprende la malinconia. Il ministro degli Esteri Lavrov ne ha fatto una questione storico morale. La Russia combatte per territori che le sono sempre appartenuti e che ora si ritrovano in mano ai nazisti di Kyiv. Un po’ come se il suo omologo Taiani lamentasse che Fiume è finita nelle mani dell’ustascia Plenkovic. I russi, magari hanno anche ragione, solo che non si rendono conto di aprire un contenzioso devastante per tutta la geografia europea. L’Austria potrebbe rivendicare il Tirolo, la Germania tutta l’Austria, la Francia persino il Palatinato. L’Italia Nizza, dove è nato Garibaldi. Garibaldi oggi è un cittadino francese, bisogna subito riprendere Nizza.! Tutto sommato, Putin fa a premunirsi annunciando la costruzione di un nuovo super missile capace di colpire a ben 14 mila chilometri di distanza, anche se magari, sarebbe stato meglio averne quattordici mila buoni a colpire ad un chilometro.
Quello che invece dovrebbe lasciare perplesso il Cremlino mentre festeggia la presunta presa di Povrovsk, è la capacità ucraina di colpire il territorio russo con troppa facilità. Il risultato del prolungamento della guerra è che solo più il governo italiano è rimasto riluttante a bombardare la Russia. L’America da mesi ha autorizzato a farlo e gli inglesi hanno dato persino le loro armi migliori. L’Italia ancora non si è capito esattamente che armi avrebbe dato all’Ucraina. L’onorevole Meloni aveva promesso una batteria di Samp t nel 2027, chissà.. Ciononostante in questi tre anni l’Ucraina ha fatto balzi in avanti strepitosi nel campo bellico, tanto da poter lanciare centinaia di droni contro raffinerie, depositi, aeroporti e da qualche settimana ha messo nel mirino Mosca. Fin che si tratta di semplici droni i danni sono abbastanza contenuti. Un discorso completamente diverso quando l’Ucraina dispone di vettori più potenti. Qualcuno è già arrivato a bersaglio, ma su zone militari, non civili.
Se si vuole trovare un difetto nella strategia di Putin, questo non è sul piano offensivo, perché anche se fallimentare, dispendioso e lento, può comunque sempre fare la sua porca figura. Quello che sembra invece mancare ancora completamente è il piano difensivo. Tanto è vasto il territorio russo da apparire scoperto e come si è visto dagli attacchi avvenuti con successo in Siberia, le grandi distanze non sono sufficienti a proteggerlo.. Fortuna vuole che Putin abbia un amico alla Casa Bianca, dove ci si ricorda cosa significa davvero impiegare l’atomica. Per questo l’America non si fa mai vanto del suo arsenale. Non ne ha bisogno. Piuttosto Il presidente statunitense dispensa buoni consigli. Putin, fin che sei ancora in tempo, interrompi questa penosa guerra contro una nazione di confine indipendente da meno di trent’anni. Magari i tuoi connazionali, i russi sono di indole generosa, possono ancora perdonarti tanti danni procurati vanamente e potresti evitare quelli irrimediabili.
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