Al termine di un servizio sul lato oscuro del capitalismo italiano, nello studio di una trasmissione de la Sette lunedì sera, si è materializzato Giuseppe Conte che ha indicato Draghi e Prodi, quali responsabili dell’avvento e del successo Benetton in Autostrade Italia. Draghi e Prodi, non erano presenti in studio e non hanno potuto replicare ad illazioni che pure erano pesanti nei loro confronti. Anche se alla Sette avessero lo scrupolo di contattarli a babbo morto, sia Draghi che Prodi potrebbero declinare. Che Conte dicesse pure quello che gli pare.
Non sono stati Draghi e Prodi ad aver minacciato la famiglia Benetton della revoca della concessione Autostrade per decreto e poi ad elargire a quella una plusvalenza per allontanarla. Semmai è stato proprio Conte. Il contratto era blindatissimo e inoppugnabile, “un obbrobrio giuridico” a vantaggio del privato, ha spiegato Conte ai suoi vigili intervistatori. Benissimo. Aspettiamo una prossima trasmissione della Sette sul lato oscuro della giurisprudenza con Conte che esibisce questo mostruoso contratto. Magari un altro governo della Repubblica lo avrebbe impugnato. Quello Conte non ci ha pensato proprio, un po’ di manfrina e si è subito piegato. E a suo dire ancora abbiamo fatto un vero affare. Ci siamo liberati dei Benetton rimborsandoli solo degli interessi, Ecco entrare in studio alla Sette il lato oscuro della credibilità, quando quello che viene raccontato giusto gli avvinazzati dei bar se lo bevono. Già Toninelli lo contesta. Ancora ha detto di essere stato neutralizzato, lui, Toninelli, che voleva gettarli sul lastrico i Benetton dopo il crollo del ponte Morandi. E se li è visti premiati non da Draghi e da Prodi, da Conte.






