martedì, 8 Settembre 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


La moschea a Venezia

di Redazione
12 Agosto 2026
in Attualità / Politica
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Pierre Zanin della Direzione nazionale ci ha inviato il seguente articolo

 31 dicembre 2025 nel Comune di Venezia risiedevano 9.483 persone con cittadinanza del Bangladesh, pari al 23,7% dei 43.255 residenti stranieri, mentre lo stesso Comune stimava che circa 22.000 cittadini di origine bangladese risiedono in città. Nel solo 2024, a Venezia, hanno acquisito la cittadinanza italiana 494 persone di origine bangladese, circa un terzo delle 1.660 nuove cittadinanze concesse dalle autorità italiane. La comunità di origine bengalese è dunque oggi una componente significativa e stabilmente insediata della società veneziana. Il progetto per una nuova moschea in via Giustizia a Mestre, promosso dalla comunità bengalese, prevede un edificio da 10 milioni di euro su un’area di 7.840 mq. L’opera, pensata per accogliere fino a 1.500 persone, prevede una struttura alta al massimo 20 metri senza cupole né minareti, finanziata tramite donazioni tra fedeli.

La Costituzione tutela la libertà di culto, le amministrazioni devono garantire il rispetto delle regole urbanistiche. E la storia della Serenissima insegna a guardare al mondo musulmano con pragmatismo, non con pregiudizio ideologico.

Il progetto per la realizzazione di una moschea a Mestre, già al centro di aspre polemiche durante le recenti elezioni comunali, vinte da una coalizione di centrodestra sostenuta anche dal Pri, compie un passo avanti.

Nei giorni scorsi, infatti, la comunità bengalese che vive nella terraferma veneziana ha sottoscritto a Monfalcone l’atto notarile con cui diventa proprietaria di un terreno in via Giustizia. Si tratta di un’area periferica oggi degradata nella quale la comunità intende realizzare un complesso destinato al culto e ad altre attività sociali e di servizio. Sul progetto, che prevede una struttura di grandi dimensioni e un significativo investimento economico, dovrà ora esprimersi il Comune di Venezia, guidato dal nuovo sindaco Simone Venturini.

È una vicenda che riguarda Venezia, ma che va ben oltre la città e i suoi animati schieramenti locali. Tocca infatti principi e regole che interessano l’intero Paese e sui quali riteniamo necessario intervenire con un approccio razionale e costruttivo.

Partiamo da un punto che dovrebbe essere fuori discussione: la Costituzione della Repubblica tutela la libertà religiosa e il diritto di esercitare il culto.

Sono particolarmente rilevanti gli articoli 3, 8, 19 e 20 della Costituzione. L’articolo 3 vieta ogni discriminazione fondata, tra l’altro, sulla religione. L’articolo 8 stabilisce che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” e riconosce alle confessioni diverse da quella cattolica il diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, purché non contrastino con l’ordinamento italiano. L’articolo 19 è ancora più diretto: garantisce a tutti il diritto di professare liberamente la propria fede, individualmente o associati, e di esercitarne il culto anche in pubblico, con il solo limite costituzionale dei riti contrari al buon costume. È un principio fondamentale della nostra democrazia.

Non esiste, dunque, un particolare “diritto islamico” al culto. Esiste un diritto costituzionale alla libertà religiosa, del quale i cittadini musulmani sono titolari esattamente come i cattolici, gli ebrei, gli ortodossi, i valdesi e tutti coloro che professano altre religioni. Questa è la prima regola di uno Stato laico: la Repubblica non sceglie la religione dei propri cittadini e non attribuisce diritti diversi sulla base della loro fede.

C’è poi un secondo punto che è bene chiarire. L’articolo 8 della Costituzione prevede che i rapporti dello Stato con le confessioni religiose diverse dalla cattolica possano essere regolati mediante apposite intese. Ma l’intesa non è la condizione per esercitare la libertà religiosa.

La Corte costituzionale lo ha affermato con chiarezza: la libertà religiosa non può essere subordinata alla stipulazione di un’intesa con lo Stato e la libertà di culto deve essere garantita anche alle confessioni che non abbiano concluso un’intesa. È quanto emerge, tra l’altro, dalla sentenza n. 67 del 2017 e dalla giurisprudenza in essa richiamata. Per le confessioni prive di intesa resta, inoltre, il quadro generale della legge n. 1159 del 1929 sui cosiddetti “culti ammessi”, il cui articolo 1 stabilisce la libertà dell’esercizio, anche pubblico, dei culti diversi dalla religione cattolica, nei limiti previsti dalla legge.

Il punto, dunque, è semplice: il fatto che l’Islam non abbia un’intesa con lo Stato italiano non può essere utilizzato come argomento per negare la libertà di culto o, di per sé, per impedire la realizzazione di un luogo di culto.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia. La libertà di culto non esonera nessuno dal rispetto delle leggi. Una moschea, come qualsiasi altro grande luogo di aggregazione, deve rispettare le norme urbanistiche ed edilizie, quelle relative alla sicurezza, alla viabilità, ai parcheggi, alla capienza, all’igiene e all’agibilità. E vale anche la proposizione inversa: le norme urbanistiche non possono essere utilizzate surrettiziamente per impedire l’insediamento di una determinata confessione religiosa.

Anche su questo punto la Corte costituzionale ha sviluppato una giurisprudenza molto chiara. Nel 2019, con la sentenza n. 254, ha dichiarato incostituzionale una parte della disciplina regionale lombarda che subordinava l’insediamento dei nuovi luoghi di culto alla preventiva approvazione del Piano per le attrezzature religiose. La Corte ha distinto il legittimo esercizio della pianificazione urbanistica dal suo eventuale utilizzo come strumento per ostacolare l’esercizio della libertà religiosa. E già nel 2017, con la sentenza n. 67, aveva esaminato la normativa regionale veneta sui luoghi di culto, riconoscendo la possibilità per Regione e Comuni di stabilire criteri urbanistici per le attrezzature religiose, ma ribadendo che tali criteri devono essere applicati senza discriminazioni tra confessioni.

Il principio che ne deriva è molto semplice: il Comune deve governare il territorio, non giudicare la fede dei cittadini. Il Comune di Venezia ha quindi pieno diritto, e anzi il dovere, di verificare se il progetto di via Giustizia sia urbanisticamente sostenibile e conforme alle norme vigenti. Non può però trasformare quella verifica in un giudizio sulla legittimità o sull’opportunità della religione professata dai suoi promotori. Il punto sul quale il sindaco Venturini e l’amministrazione comunale dovranno pronunciarsi, pertanto, non è se una moschea sia “gradita” o “sgradita”. Dovranno verificare quale sia la destinazione urbanistica dell’area e se il progetto concreto rispetti integralmente la disciplina applicabile. È questo il terreno sul quale dovrebbe svolgersi il confronto.

C’è, tuttavia, una terza questione che non può essere trascurata: l’integrazione. Una struttura destinata ad accogliere un numero elevato di persone non è soltanto un luogo nel quale si prega. È anche una grande infrastruttura sociale: genera flussi di persone, relazioni, attività associative e culturali, rapporti con le istituzioni e inevitabili ricadute sul quartiere.

Per questo riteniamo che il Comune debba chiedere, insieme alla piena conformità urbanistica del progetto, un interlocutore giuridicamente identificabile, bilanci trasparenti, tracciabilità dei finanziamenti, precise responsabilità nella gestione, rispetto dell’ordinamento italiano e piena collaborazione con le autorità pubbliche. Non si tratta di introdurre condizioni speciali per i musulmani. Al contrario: sono criteri di buona amministrazione che dovrebbero valere per qualsiasi grande struttura religiosa o associativa. La libertà religiosa deve accompagnarsi alla responsabilità di chi la esercita.

C’è infine una ragione particolare per cui questa discussione dovrebbe essere affrontata a Venezia con equilibrio e senza semplificazioni ideologiche.

La storia della Serenissima è attraversata per secoli da rapporti con il mondo musulmano e, in particolare, con l’Impero ottomano: guerre, certamente, ma anche commerci, trattati, ambascerie, negoziati e rapporti economici. Venezia non fu ingenua nei confronti della Sublime Porta. Fu pragmatica. La Repubblica seppe distinguere gli interessi commerciali, la sicurezza, gli equilibri geopolitici e la propria identità religiosa, senza ridurre il rapporto con il mondo musulmano a una permanente contrapposizione confessionale. Il Fondaco dei Turchi, ancora oggi nel cuore della città, rappresenta quasi fisicamente questa storia. Non è una lezione di apertura indiscriminata quanto, piuttosto di realismo politico: la Serenissima seppe difendere i propri interessi senza trasformare ogni rapporto con il mondo musulmano in una questione ideologica o religiosa. È un atteggiamento che, a nostro avviso, conserva una sua attualità.

La vicenda della moschea di via Giustizia, dunque, va oltre i confini di Venezia.

Lo Stato non deve chiedere a un cittadino in quale Dio creda. Deve chiedergli se rispetta la legge. La libertà religiosa non è una concessione della maggioranza alla minoranza: è un diritto costituzionale. Ma proprio perché è un diritto costituzionale, deve essere esercitato nel rispetto dell’ordinamento della Repubblica. Per questo non abbiamo bisogno né di una crociata contro la moschea né di un atteggiamento acritico nei suoi confronti.

Abbiamo bisogno di una Repubblica laica, che garantisca a tutti la libertà di culto e, nello stesso tempo, faccia rispettare a tutti, senza eccezioni, le proprie leggi. È questa, a nostro avviso, la posizione più coerente con la nostra cultura laica, mazziniana, liberaldemocratica e repubblicana: libertà religiosa, uguaglianza davanti alla legge, responsabilità, trasparenza e rispetto delle regole.

Né pregiudizi né privilegi: la libertà per tutti, la legge per tutti.

Tags: MosccheaVenezia

Redazione

Altri Articoli

E

Sulle donne violenza oltre ogni limite

Piergiorgio Vasi ci ha inviato il seguente articolo iL'estate del 2026 si chiude con un bilancio drammatico che interroga la...

Zes, la Puglia in mezzo al guado

Zes, la Puglia in mezzo al guado

Oronzo Martucci è l'autore dell'articolo che pubblichiamo di seguito. Per anni, per molti anni gli ambientalisti hanno contestato e avversato,...

Il caos a Bologna

Il caos a Bologna

Piergiorgio Vasi ci ha inviato il seguente articolo Ancora una volta Bologna si trova a essere teatro non di una...

Il governo stabile

Le scorciatoie demagogiche

Esiste una distanza incolmabile tra l'umana comprensione e la giustificazione sociale, politica e giuridica ed è in questo scarto che...

Prossimo articolo
Ancora vivo

Ancora vivo

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

Il lento suicidio di Hamas

Il lento suicidio di Hamas

Il giorno più lungo dello speciale della Sette di Mentana

I caposaldi della politica repubblicana nel discorso di Mattarella

Articoli Popolari

  • Foto Sailko, Baron Antoine-Jean Gros | CC BY 3.0

    Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1099 Condivisioni
    Condividi 440 Tweet 275
  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1090 Condivisioni
    Condividi 436 Tweet 273
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1061 Condivisioni
    Condividi 424 Tweet 265
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    959 Condivisioni
    Condividi 384 Tweet 240
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    885 Condivisioni
    Condividi 354 Tweet 221

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA