In una sola settimana il partito democratico è riuscito a dissipare il credito accumulato con il leale sostegno al governo Draghi e alla solidarietà nazionale. Avevamo invitato Enrico Letta, forte di questa sua posizione, a raccogliere tutte le forze politiche che avevano sostenuto Mario Draghi per continuarne il percorso, sapendo benissimo che quello che si chiamava “agenda Draghi”, fosse Draghi stesso presidente del consiglio. La campagna elettorale avrebbe avuto il senso di rilanciare Draghi alla guida del governo. In questo modo il Pd ed i suoi coalizzati avrebbero legato le loro fortune al nome di Draghi e messo in imbarazzo coloro che sostenutolo lo avevano abbandonato senza ragione alcuna se non di vanagloria.
Cosa ha fatto l’onorevole Letta invece? Un accordo con forze che non hanno mai sostenuto Draghi e che si riprometterebbero domani di sbarrargli la strada. In altre parole, Letta non ha messo insieme un progetto politico per il paese riuscendo a colmare le differenze fra Calenda e Di Maio per compiere uno sforzo comune, ma sommato tutte queste differenze, aggiungendo anche quelle davvero incomponibili con Bonelli e Fratoianni, per sconfiggere la destra. Letta ha già consegnato il paese all’onorevole Meloni senza nemmeno accorgersene. Tanto valeva a questo punto allearsi anche con Conte, che per lo meno qualche voto più di Calenda e Fratoianni dovrebbe averlo ancora. Ma anche se mai il suo Ulivo seconda versione, vincesse le elezioni, a contrario dell’Ulivo di Romano Prodi, Letta non ha nemmeno allestito un suo programma di governo. Il segretario del Pd ha solo raccolto le contraddizioni che per l’appunto portarono l’Ulivo originale alla crisi e anche rapidamente, nel 1998 e poi dieci anni dopo, con la puntualità di un orologio.
Se poi Letta è stato costretto a tutto questo contro la sua volontà da una legge elettorale sbagliata, invece di soddisfarla si ponga il problema del suo superamento nella prossima legislatura, cosa che gli avevamo anche chiesto e su cui eravamo disposti ad aiutarlo. Letta vuole invece impedire che la destra riformi da sola la costituzione più bella del mondo. Premesso che quando il Pd la costituzione l’ha riformata con la destra, non solo in questa legislatura, la costituzione è cambiata sciaguratamente, quando l’ha interpretata con gli occhi dell’onorevole Boccia, quello che voleva formare le squadre di sorveglianti dopo aver messo il coprifuoco e mandare la polizia nelle case dei cittadini, dopo aver impugnato la decisione di un bar di Reggio Calabria che aveva messo dei tavolini all’aperto, la costituzione il Pd l’ha bella che buttata.
Abbiamo pochi giorni davanti a noi e costretti a prendere atto dolorosamente di questa situazione, cercheremo di intraprendere un ultimo sforzo per evitare quello che di sicuro non servirebbe al paese, ovvero un inutile e comunque perdente scontro fra sinistra e destra.








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