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L’ora australiana

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
30 Settembre 2024
in L'editoriale
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Della più grave crisi vissuta dall’occidente nel secondo dopo guerra, quasi non ci si è accorti. Eppure, fine di settembre 2021, la Francia aveva richiamato i suoi ambasciatori da Londra e Washington. La ragione era l’affondamento dell’accordo sommergibilista nucleare con l’Australia a favore del Regno Unito. Accusato lo smacco, si trattava di centinaia di milioni di dollari, la Francia se ne fece una ragione. Con tutto il rispetto, la flotta francese, da Abukir, a Trafalgar, fino a Mers el Kebir, ha collezionato più disastri di quanto potesse immaginare persino l’eroico ammiraglio Persano a Lissa. Tutto sommato, meglio anche per i connazionali rimasti nell’oceano indiano venire tutelati dalla marina britannica.

Il patto dell’Aukus, Australia, United Kingdom. Stati Uniti, riunisce i suoi ministri della Difesa a Londra, tre anni dall’essere entrato in vigore ed è una notizia da non prendere sottogamba. L’Aukus venne interpretato principalmente per contenere la Cina, ed in effetti serve a rafforzare la posizione del Giappone, che pure è meno debole di quanto si possa credere. In realtà la triangolazione con l’Australia è fondamentale in chiave anti russa e questo è stato il vero capolavoro strategico della presidenza Biden, un mastino della guerra fredda.

Genericamente non ci si rende mai esattamente conto del ruolo giocato dall’Australia nel secondo conflitto. Si trattava pur sempre dell’impero britannico. Ebbene, l’Australia diede un milione di uomini in armi a Sua Maestà che vennero impegnati su tutti i fronti, africano, europeo e ovviamente oceanico. Quando il generale McArthur fu costretto a sloggiare dalle Filippine, ricostituì il suo esercito sul suolo australiano.

Kennedy sarebbe intervenuto in Vietnam principalmente per sollecitazione tailandese. La Tailandia era la più preoccupata dall’espansione nordvietnamita che puntava alla conquista dell’intero sud est asiatico. Il che avrebbe comportato per le forze comuniste, Russia e Cina erano dietro al Vietnam del Nord nel 1963, l’apertura di un passaggio sull’oceano indiano, puntando su Singapore. L’Australia si sarebbe potuta nuovamente trovare minacciata e non solo da uno staterello militare che aveva comunque il triplo della sua popolazione, ma da due potenze asiatiche che ne contavano dieci volte tanta. La guerra del Vietnam fu vinta dagli americani nel momento nel quale, l’esercito nordvietnamita non ebbe più le forze per sfondare in Tailandia e si recò al tavolo di pace. Saigon era data per persa già da Kissinger, mentre la rottura politica militare russo cinese, seppelliva le ambizioni di Hanoi. Anche oggi, con il Vietnam addomesticato, la sola Cina non preoccupa. La Russia e la Cina insieme, si, eventualmente

La Russia che si batte per riprendersi il mare di Azov, quando non ha accesso al golfo del Bengala, come superpotenza fa un po’ pena. D’altra parte Putin non avrebbe ragione, se le cose gli andassero bene, di alzare il livello di allarme nucleare, come fa ogni settimana. Visto i dubbi sull’efficacia del suo arsenale atonico, sono arrugginite le corrazzate sovietiche, figurarsi le bombe, Putin è già passato alle armi segrete. Un’onda marina sommergerebbe Londra. Anche se Putin avesse allevato un Leviatano nella Manica e disponesse di tutte le bombe in eccezionali condizioni, da dove la colpisce l’Australia? Il programma di difesa sottomarino nucleare messo a punto da Biden serve a questo. Putin non ha ragione di preoccuparsi della Nato in Polonia e nemmeno di quella nell’Artico, o meglio dovrebbe eccome, ma fa niente, diamo pure Russia e Nato alla pari, cosa smentita dalle cifre dieci volte ad una. Il vero fianco scoperto è quello indiano, senza nemmeno poter contare su Taiwan, la Russia dovrebbe proprio evitare di parlare di guerra nucleare. Lo scriviamo nel suo esclusivo interesse è l’unico soggetto atomico che può essere completamente annientato. Il governo inglese, fuggirebbe via mare a Sidney, mentre quello russo schiatterebbe in un tunnel a Vladivostok.

D’altra parte Putin ha problemi molto più urgenti che la guerra atomica. I suoi alleati in Medio oriente vengono fatti a pezzi e adesso starà chiedendosi se ha fatto poi la scelta migliore nella Regione. Vero che nei campus americani e nelle università italiane ci sono studenti e professori che piangono Nasrallah come avrebbero pianto Ho Ci Min. Resta il fatto che quando è morto Ho Ci Min nessuno in Vietnam si mise a ballare nelle strade e ad offrire dolcetti ai passanti come è avvenuto in tutto il mondo sunnita, da Beirut ai villaggi in Siria. Se Israele ripristina gli accordi di Abramo, sai dove finisce l’Afrika Korps russa.

licenza pixabay

Tags: AukusMcArthur
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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