In un mese Putin ha perso la prima guerra in Ucraina quella che pretendeva di avvolgerla completamente per penetrare su Kyiv ed eliminarne il governo legittimo. Allora sui media italiani si leggevano commenti entusiastici del genio militare di Putin che a noi modestamente sembrava artefice di un’opera dissennata. Mai si era visto nella storia militare una simile dispersione della propria forza su più obiettivi diversificati dall’impresa di Little Big Horne del generale Custer. Custer e Putin avevano infatti in comune una valutazione sprezzante del proprio nemico. Putin per disperazione ha chiesto ai generali ucraini di portargli la testa di Zelensky in un piatto. Ora deve badare a tenere sul collo la sua.
Subita un’autentica catastrofe che ha rivelato come tutte le cifre del bollettino ucraino sulle perdite russe fosse autentico, Putin ha cambiato comando e strategia. Ha messo il generale Gerasimov alla testa delle truppe che avrebbero dovuto assicurare il Donbass, conquistando una zona a nord est di sicurezza che prevedeva Kharkiv, la seconda città per dimensioni dell’Ucraina e preparare l’attacco ad Odessa, il punto nevralgico per il controllo del Mar Nero, dalla Crimea all’isola dei Serpenti. Della presa di Odessa non parla più nessuno, perché sono state affondate le due navi principali della flotta che dovevano assicurarla. Kharkiv non è mai stata conquistata e l’armata ha dovuto ripiegare e sta ripiegando ancora dai villaggi limitrofi con perdite superiori di quelle avute nell’impresa di Kiev, un intero battaglione di fucilieri spazzato via mentre cercava di guadare un fiume. Gerasimov è sparito, non si è più visto nemmeno alla parata del 9 maggio e l’esercito è tutto concentrato nel Donbass l’unica zona in cui i russi fanno progressi, non fosse che il Donbass dovrebbe essere già stato pacificato da quel dì, con le sue due repubbliche separatiste farlocche.
È a questo punto che è arrivata la telefonata del Pentagono al Ministro della Difesa russa ripristinando una linea rossa cancellata da mesi. I militari russi devono pur essere a conoscenza di quanto effettivamente si è verificato sul campo e delle conseguenze che una simile disfatta ha prodotto. Non solo i propositi di potenza imperiale della Russia sono andati in fumo, ma viene minacciata la sua stessa sussistenza, se persino la Finlandia chiede di essere accolta nella Nato. Dopo quella telefonata di cui non si conoscono gli esatti contenuti, si è diffusa la voce di una malattia del sangue di cui soffrirebbe Putin e di un colpo di Stato in corso a Mosca.







Leggo con molta curiosità e piacere mentale nel ricevere articoli che considero di storia attuale, non facilmente rintracciabili sulla stampa nazionale.
Grazie