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Ravenna, Fusignani sugli autovelox

di Redazione
22 Gennaio 2024
in Il Pri informa
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«Trovo francamente stucchevole il dibattito scatenatosi sui dispositivi per calmierare la velocità lungo le nostre strade». Lo ha detto il vicensindaco di Ravenna, Eugenio Fusignani intervenendo sul dibattito relativo agli autovelox apertosi nel ravennate. «Ovviamente – ha proseguito Fusignani – i giornali fanno bene a riportare le notizie e, perché no, ad esprimere le opinioni. Di strano, semmai, c’è che molto spesso, nella stessa testata giornalistica, si trova in una pagina l’attacco violento ai mezzi installati per cercare di indurre a ridurre la velocità di percorrenza nei centri urbani e, nella pagina a fianco, l’indignazione per l’incidente occorso a un utente debole, specie quando si tratta di un bambino. Questa dicotomia la dice lunga sulla confusione che regna sovrana su un tema delicato come quello della sicurezza stradale».
Gli amministratori pubblici, prima di essere tali, sono cittadini e dunque soggetti come tutti gli altri al rispetto delle regole e, ovviamente, al pagamento delle sanzioni qualora queste regole vengono trasgredite: a partire da quelle relative al superamento dei limiti di velocità laddove controllati con strumentazioni idonee. Non a caso, proprio per evitare che i comuni, comunque amministrati, utilizzino tali strumenti unicamente per “fare cassa”, il legislatore ha messo mette volutamente in capo alle prefetture (interpellate anche le FF.PP.  ma poi decidendo autonomamente) la valutazione sull’autorizzazione o meno per la strumentazione velox da installare. E per elementari logiche di trasparenza è chiaro che non si può agire sulla taratura degli strumenti. Dunque, ad esempio, se il limite dei 70 km/h, lo strumento deve essere tarato a tale velocità.
Ne consegue che il superamento di tale limite fa inevitabilmente scattare il dispositivo che, fortunatamente, ha una tolleranza di 5 km e, quindi, fino ai 75 km/h non determina alcuna sanzione. Lo stesso dicasi vale dove persiste il limite dei 50km/h. Ne consegue che, superata la tolleranza dei 5km/h, ognuno di noi utenti riceve sanzioni per aver di fatto superato il limite di 1 o 2 km/h. Un’altra considerazione è legata al loro posizionamento. Infatti tali strumentazioni non possono essere posizionate dove si vorrebbe ma unicamente dove le norme lo consentono. Quindi viene installato in quel punto (e non più avanti o più indietro)  perché solo quel punto rispetta le normative previste, che non le decide un comune, comunque amministrato».

«Quanto alle segnalazioni, queste non sono installabili a piacimento come vorrebbero alcune fantasiose proposte che hanno circolato in questi giorni: i segnali sono quelli che le norme di Codice della Strada (dunque lo Stato) prevedono e non quelli da mettere a piacimento dell’amministrazione, magari si proposta della sua opposizione. Un’ultima riflessione sul tema velox: se un ente locale dovesse costruire un bilancio su delle entrate ipotetiche, beh, capite da voi che non farebbe un buon servizio in primis a se stesso perché teoricamente quelle strumentazioni potrebbero anche dare (e questo è l’auspicio vero) introito zero. Voglio infine dedicare un’ultima riflessione sulle “Zone 30” che tanto hanno fatto discutere nel comune capoluogo di regione e, con alcune dichiarazioni del collega Baroncini, anche nella nostra comunità. Non sono un fautore di tale soluzione ma mi corre l’obbligo e la responsabilità di dire che le Zone 30 sono un’opportunità e non un obbligo. Soprattutto sono un’opportunità da utilizzarsi in determinate situazioni e non da prevedere indiscriminatamente in maniera estesa.
Per fare un esempio, un conto è istituire una Zona 30 in via Mariani, altra cosa sarebbe istituirla in via Dismano a Ponte Nuovo. Anche perché, per tornare a fare pace con se stessi e mettendo in pista è un’impostazione che segua la logica e non l’istinto, o ci lamentiamo della velocità del traffico o pensiamo a quali correttivi fattibili portare che, alla lunga, possono essere anche quelli di educazione ma che nell’immediato non possono altro che essere quelli di indurre forzosamente a rallentare la velocità. Semmai, seguendo sempre la stessa logica, occorre individuare zone dove quei limiti abbiano un senso e, soprattutto, dov’è possibile controllarli. Perché non c’è niente di peggio dell’istituire un vincolo, o emanare un’ordinanza (penso ad esempio a quella sui botti di capodanno) che poi non si è in grado di far rispettare».

«In ultima analisi esistono delle norme precise sulla circolazione stradale sul codice della strada e quelle norme le ha istituite lo Stato. Lamentarsi perché le norme vengono fatte rispettare significa non avere capito il senso che la legge ha in uno “stato di diritto” quale fortunatamente la nostra Repubblica è e vuole continuare ad essere. Il resto sono solo chiacchiere per alimentare il dibattito politico: anche perché il sistema delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale è presente e funziona anche sul versante controllo sicurezza stradale. Ma se si vogliono eliminare i supporti tecnologici per sostituirli col pattugliamento (che pure è stato aumentato in questi anni), è bene che il governo apra bandi per l’assunzione di unità di forze di polizia a competenza generale ma con la consapevolezza che tutta la forza presente in una regione come l’Emilia-Romagna, non basterebbe a sorvegliare la sola fascia costiera».

Tags: autoveloxRavenna

Redazione

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