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Rimettere la testa a posto

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
29 Marzo 2025
in L'editoriale
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Ci manca solo che nell’ottantesimo anniversario della fine della seconda Guerra mondiale, il capo di governo di un paese liberato dal nazifascismo debba scegliere fra l’Europa e gli Stati Uniti d’America. Il presidente del Consiglio italiano, intervistata dal Finantial Times a riguardo, ha dato una risposta adeguata. Sono “infantili “, o “superffciali”, coloro i quali che pensano di poter staccare l’America dall’Europa. Ci sono stati altri momenti di tensione atlantica nella storia senza arrivare a prendere posizioni tanto eclatanti. Il vecchio continente ama accusare gli americani più o mendo di tutto, del genocidio degli indiani, i cui discendenti oggi annoverano milionari, di nazismo, Nixon, di crimini verso l’umanità, Bush jr, Per quello che riguarda direttamente l’Italia, non ne parliamo, da Ustica all’omicidio Moro. A momenti seals e carabinieri si sparavano su una pista di aeroporto. Può darsi che si rompa con gli Stati Uniti perché aumentano le tasse sulle mozzarelle? Trump è un uomo d’affari, ci sarà pur qualcuno in Europa capace di trattare il suo linguaggio, altrimenti davvero vi sono solo più zelanti burocrati bravi solo nell’aggrottare le sopracciglia.

L’onorevole Meloni invece non ha compreso come evitare di acuire le difficoltà che sussistono fra l’America e l’Europa. Nonostante le sue eccellenti intenzioni rischia di aggravarle. D’altra parte il suo equivoco è molto diffuso nel paese e presente persino in ambienti in cui i sentimenti atlantici erano ritenuti insospettabili, per lo meno fino a quando il popolo americano si sceglie un presidente sgradito. Il fatto che non si condivida la politica di una presidenza, non significa necessariamente che questa possa modificare relazioni consolidate. Pensare che l’America esca dalla Nato è semplicemente una idiozia, così come che l’America cambi di punto in bianco, fra una legislatura e l’altra magari, gli asset della politica internazionale. Obama aveva promesso di ritirarsi dall’Afghanistan e dall’Iraq nel 2008. I soldati americani sono rimasti a Kabul sino al 2022 ed in Iraq vi resteranno sino al 2027. Trump sulla Nato ha detto semplicemente che questa deve armarsi indipendentemente dagli Stati Uniti d’America, quello che esattamente vuole fare la signora von der Layen. Nessuno ha detto che gli si toglie la difesa atomica all’Europa, se poi uno non crede che l’America la difenda atomicamente, significa che non crede che l’America onori gli impegni sottoscritti.

La più grande idiozia mai sentita è poi quella che l’America diventi alleata della Russia di Putin che magari ci si spartisca il mondo, l’America con uno che in tre anni di guerra non ha perso Khariv. Sarà già difficile per l’America anche solo ripristinare relazioni normali con la Russia. Obama inviava agli ucraini coperte, Trump gli ha messo a disposizione i javelin con cui i marines ucraini sono appena entrati nel Belgorad. Solo che Trump ha vinto le elezioni perché ha promesso la pace, non la guerra, in Ucraina.

La campagna elettorale statunitense ha vissuto un momento clamoroso, mai verificatosi in tutto il secolo precedente, ovvero la sostituzione di un candidato alla Casa Bianca, presidente in carica e vincitore delle primarie. Può darsi anche che questo sia dipeso da difetti di senescenza, comunque il congresso democratico sospese per otto mesi gli aiuti all’Ucraina e lo fece nel momento più delicato della guerra, non perché i democratici siano avari o senza cuore, ma perché evidentemente ritennero che il loro presidente si fosse esposto troppo in una causa estranea all’interesse del popolo americano. Non si può pretendere che all’americano medio interessi sapere se Zaphorizha o Bachmut siano russe o ucraine. Al limite potrebbe essere sensibile al destino di Odessa, che Putin vede solo con iil satellite. Per cui Trump chiede semplicemente agli europei di farsi carico loro di questa vicenda e vorrebbe in nome dell’interesse nazionale assumere i panni di mediatore. Gli si può anche dire che sia ridicolo pensare di mediare con un criminale come Putin, ma se vuole provarci, non glielo si piò impedire. Trump ha la Truman nel golfo persico , l’Europa, che dovrebbe scortare i convogli, ci ha delle barchette.

Francia ed Inghilterra, i cui leader sono stati entrambi ricevuti ufficialmente alla Casa Bianca, non che andassero alla festa dell’insediamento, hanno preso un’iniziativa complementare a quella americana volta alla difesa e alla sicurezza dell’Ucraina. Il profilo di questa iniziativa ancora non si vede e non si vede perché in linea di massima non si sa come possa finire la trattativa di Trump. Su questo editoriale avevamo annotato le parole del presidente Macron per le quali sembrava che la Russia non volesse fare la pace. A maggior ragione ci può essere la necessità di truppe europee sul campo. L’onorevole Meloni subito ha detto di volere l’egida Onu. Senza nemmeno accorgersene, non ha sposato la posizione americana, ma quella russa. Putin vuole infatti il governo dell’Onu in Ucraina, ed è una bella retromarcia, rispetto al progetto di assorbimento di due anni fa. Non fosse che l’amministrazione statunitense gli ha detto che se lo può scordare. L’Ucraina ha una Costituzione che va rispettata. Ecco la posizione americana.

galleria della presidenza del Consiglio deiministri

Tags: MelomiTrump
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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