Senza dubbio alcuno, come ha detto il ministro Salvini, il governo riuscirà a salvare l’antibagno, il soppalco e la cameretta, costruite dai nostri nonni o dall’inquilino precedente nella nostra abitazione. Questa è davvero impresa nelle corde e nelle possibilità del governo, di cui gli italiani possono confidare ed essere riconoscenti. Più difficile invece che il governo italiano riesca a salvare la faccia in Ucraina. Con tutti gli accordi di reciproca sicurezza che sono andati a firmare, sono riusciti a polemizzare con il presidente Macron che ha parlato di inviare i soldati. Sia chiaro, il presidente francese non ha detto mandiamo i soldati italiani in Ucraina, o quelli europei, che se non all’interno delle convenzioni Nato, sarebbero pressoché inutili. Macron ha parlato dei suoi soldati che hanno ancora una qualche resipiscenza combattente dalla seconda metà del secolo scorso. Bisogna stare attenti al toni, ha replicato il presidente del Consiglio. Perché quando ti trovi sotto le bombe giorno e notte, ti preoccupi di non rispondere con le parole grosse. Il ministro Salvini ha fatto anche di meglio del presidente del consiglio dicendo, non mandiamo i soldati al massacro. Lasciamo pure che i russi massacrino i civili ucraini, cosa può importaci, noi ci si preoccupa delle camerette.
Al Pentagono non si scompongono. Si sono convinti che tanto sia miserabile l’impegno militare russo che gli ucraini con quanto hanno ricevuto possano tranquillamente resistere ancora a lungo. Basta far ripiegare di qualche centinaia di chilometro il fronte e la situazione resterà stabile. Non che si voglia discutere con il Pentagono, ma ad un Clausewitz la loro apparirebbe una curiosa concezione della guerra. Tu prendi i colpi all’impazzata per poi centrare qualche bersaglio rinomato. Solo ieri notte i russi hanno sparato di tutto su tutta l’Ucraina. La missilistica ucraina ha risposto affondando un’altra nave russa a Sebastopoli. Ebbene, sono troppo sproporzionate le misure impiegate per funzionare. I russi hanno persino un sostegno di munizioni dalla Corea del nord e contano comunque una delle produzioni industriali di armi tra le più importanti al mondo. Tutta l’Unione europea non l’equivale, l’Ucraina poi può giusto contrapporre la sua prestigiosa rifinitura di soldatini di plastica. Il minimo impegno americano era in grado di ridicolizzare la Russia ed è quanto avvenuto con l’invasione. Ora l’America ha chiuso i rubinetti. Può darsi ovviamente che abbiano ragione al Pentagono, sono loro ad influenzare la Nato, e quindi a convincerla che con quanto hanno ricevuto gli ucraini resistano un altro anno. Altrimenti, senza armi e senza soldati sufficienti, gli ucraini saranno spazzati via quest’estate. Macron che non è un espero bellico, ha detto mandiamo almeno i soldati francesi che dispongono di un equipaggiamento tale da impegnare il nemico in maniera più poderosa di quanto possano fare le riserve ucraine. Tutti sono abituati a ricordare le terribili perdite della grande armata napoleonica in Russia, non si ricordano invece mai le perdite dei russi, tre volte tante. I soldati francesi seppero sacrificarsi ancora a Camerone, per cui non bisogna sottovalutare il loro impiego, se, ovviamente, si vuole davvero aiutare l’Ucraina, come è stato promesso.
Se invece il nostro governo vuole concentrarsi sulla cameretta, ha tutti i poteri per riuscirvi con successo. Chi siamo noi per impedirglielo. Si spera che ai russi non gli pigli comunque male e finiscano per bombardare pure quella, magari mentre Salvini festeggia l’averla salvata, con tutto il soppalco.






