Durante un incontro con i quadri locali del partito a Brindisi, il segretario del Pri, Corrado De Rinaldis Saponaro ha chiarito la sua posizione sull’attività di dialogo e confronto critico svolta da Calenda e Renzi nei confronti dell’esecutivo Meloni:
«Il governo di un paese democratico è basato sulla capacità delle opposizioni di incalzare l’azione dell’esecutivo per orientare il paese verso delle posizioni che possano realizzare l’interesse generale. Per tale motivazione giudico in maniera profondamente positiva l’opposizione costruttiva fatta da Renzi e Calenda al governo Meloni poiché in linea con la condotta storica che ha caratterizzato il PRI durante la sua azione parlamentare quando non ha partecipato ai governi della Repubblica. Una condotta che si svolge con attenzione, con dialogo e con senso critico nel comune interesse del paese e in linea con i dettami costituzionali». Dopo aver affrontato il tema della necessità di un orientamento garantista per la giustizia italiana, il segretario Saponaro, ha voluto esprimere la sua posizione sulle recenti critiche mosse al Ministro Nordio sui temi da lui proposti. «Sono totalmente d’accordo sulle posizioni espresse dal Ministro Carlo Nordio- ha dichiarato ai quadri del partito brindisino- e sulle proposte in senso garantista di riforma del sistema magistratura da lui promosse. Per rispondere, invece, alla polemica riguardante la proposta di abolizione della Severino per chi è stato condannato in primo grado di giudizio devo ammettere che sono profondamente d’accordo perché, ha aggiunto Saponaro, ritengo che per chi non abbia una condanna definitiva non ci dovrebbero essere degli impedimenti giuridici per delle eventuali candidature poiché penso che la responsabilità delle candidature non spetti alla magistratura, ma ai partiti che le propongono e agli elettori che le valutano».
Analizzando, poi, le motivazioni che hanno spinto in queste settimane centinaia di manifestanti a protestare contro l’invio delle armi a sostegno dell’Ucraina il segretario ha dichiarato che ,”come pensava Marco Pannella, il pacifismo di maniera è il modo migliore per favorire gli aggressori. Quando in Italia avevamo manifestazioni svolte per osteggiare l’installazione di missili di difesa a Comiso, organizzate dai partiti di sinistra massimalista, ad esempio, le proteste pacifiste non favorivano la pace tra i popoli ma avvantaggiavano l’Unione sovietica contro l’occidente, cercando di indebolire l’Europa. Un esempio che possiamo analizzare puntualmente per leggere il presente alla luce delle conseguenze economiche ed energetica della guerra. Oggi parlare di pace senza se e senza ma, sostenendo la fine del sostegno militare alla resistenza Ucraina, vuol dire sostenere l’aggressione della Federazione Russa. Tutti siamo per la pace, che auspichiamo e speriamo in tempi brevissimi, ma noi non siamo per la fine del sostegno all’Ucraina che porterebbe solo ad una resa disastrosa di Kiev”. Riguardo alla candidatura alla segreteria del Partito Democratico di Elly Schlein Saponaro ha detto che si tratta di “una candidatura che vuole occupare uno spazio nel PD che si rifà ad idee tipiche di una sinistra che non riesce a coniugare le necessità di una società in perpetuo cambiamento. La candidatura della Schlein- ha aggiunto- segnala a mio avviso un arroccamento del Partito Democratico su posizioni che non considerano le esigenze della società italiana e che non comprendono il fatto che non siamo più negli anni 50”.







