Solidarietà a Paolo Mieli che si è dovuto confrontare in un dibattito televisivo con Ho Solo E Sempre Ragione io Montanari. Invece Mieli aveva ragione lui, a Gaza non c’è un genocidio, ma non sulla base della demografia, come ha detto Mieli da storico, su quella pratica militare.
Un genocidio deve poter essere progettato in quanto viene concepito come possibile, od eseguito attraverso il coinvolgimento diretto della popolazione di chi intende compierlo. Sono i casi più studiati in Germania e Ruanda a stabilire le condizioni di un genocidio. Israele, da parte sua, potrebbe anche decidere di voler sterminare tutti i palestinesi e non essere comunque mai in grado di farlo. I palestinesi sono arabi dieci volte gli ebrei. Manco si sa quanti siano i palestinesi sparsi per tutto il medio oriente e non solo. Se invece per genocidio si intende la sola popolazione di Gaza, allora Israele sta sbagliando il colpo. Dovrebbe bombardare i profughi in fuga allo scoperto e non mandare i soldati nei bunker a combattere i miliziani trincerati, come pure sta facendo. Quando si vedranno i profughi inseguiti dai bombardieri e le fosse comuni dei palestinesi, allora bisognerà denunciare il genocidio e davvero alzare il sedere dalla poltrona per andare a fermarlo. Perché non basta denunciare il genocidio, bisogna armarsi e combatterlo.
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