La guerra in Ucraina è sotto il profilo militare priva di qualsiasi logica. E’ cominciata con un’invasione preparata concentrando truppe per oltre tre mesi in faccia all’intero mondo, tanto che tutti se l’aspettavano, priva di qualsiasi effetto sorpresa. Poi 250 mila uomini, una forza d’urto buona forse per aggredire la Slovacchia, dal momento che l’intera Cecoslovacchia che è la metà dell’Ucraina ne pretese 500 mila ai tempi di Breznev, sono stati spinti su due direttrici di marcia in un movimento in profondità a tenaglia. Solo i principi austriaci della prima campagna in Italia tentarono qualcosa del genere, aiutando, e di molto, il genio di Napoleone. Con una linea di rifornimenti troppo estesa le truppe russe sono andate a schiantarsi e si sono ritirate, come era ovvio, in meno di un mese. Invece di riconoscere il clamoroso fallimento, i russi si sono trincerati, hanno iniziato a minacciare istericamente la guerra nucleare che hanno perso nel 1963 e a concentrare le forze nel tentativo di sfondare in qualche punto a loro arbitrio ritenuto strategico, continuando ad accumulare perdite fino alla cifra fornita dai servizi britannici di 900 uomini al giorno. Questa la media. Sono stati capaci di perderne in una sola giornata anche tremila,
Davanti a questa seconda fase della guerra che ricordava i trinceramenti del primo conflitto mondiale, cosa ha pensato di fare il governo ucraino? Una controffensiva, il cui unico pregio è stato quello di aver nascosto la massa impiegata. Perché per il resto l’idea che l’esercito ucraino da solo possa rovesciare quello russo appare a chiunque insensata, senza disporre nemmeno di un’aviazione di supporto, oltre che contare su carri forniti dalle nazioni occidentali che per quanto possano essere adattabili non sono stati progettati per uno scenario ucraino dove bisogna passare su ponti traballanti. Morale, in poche settimane l’Ucraina ha dissipato il vantaggio militare ottenuto nella prima fase dimostrandosi per quello che è, ovvero un esercito puramente difensivo ed è già un gran pregio considerate le sue condizioni. I russi da parte loro, arricchiti da munizioni di scarsa precisione, coreane e iraniane, hanno intensificato i bombardamenti su tutta la Regione, realizzando uno scenario degno delle cannoniere coloniali della fine dell’800 e questo è più o meno lo stato della loro arte bellica. Kutuzov e Bagration sono dei fenomeni ineguagliabili per loro, dato che Zukov, senza gli americani, avrebbe fatto un fiasco colossale.
I bombardamenti coloniali, a cui sono arrivati per disperazione, sono loro utilissimi. L’Ucraina non ha armi per replicare in profondità e quindi resta alla mercè della artiglieria nemica indefinitamente. Zelensky senza poter colpire la Russia in quel territorio, non ha più nessun obiettivo bellico. Il suo pellegrinaggio nelle capitali del mondo è vano, gli aiuti su cui può contare sono puramente difensivi, principalmente sistemi antimissilistici che limitano i danni dei bombardamenti russi. E’ già un miracolo essere riusciti a far sloggiare la flotta di Mosca dal mar Nero, perché Putin ha avuto anche questa umiliazione. Solo che se quella si mette al riparo dietro la Crimea, qualcosa colpisce lo stesso. I russi non possono sfondare, gli ucraini non possono vincere sul campo, questo il quadro.
Putin è sopravvissuto al colpo di Stato, elimina almeno un oppositore interno a settimana, e tiene il popolo russo sotto scacco. Per cui l’unica opzione dell’occidente è diventata quella di fare pressione su Zelensky e fargli accettare lo stato di fatto. Nessuno si era particolarmente indignato per l’occupazione della Crimea nel 2014 e cosa volete che sia lasciare il Donbass alla Russia? Pur di avere la pace che si invoca nelle piazze, anche se per la Palestina in verità. La politica occidentale dalla seconda metà del secolo scorso, visto i disastri della guerra, pone la pace prima di tutto. Purtroppo anche la terra conta, la Russia senza quella Ucraina è come sventrata. Possiamo benissimo pensare che si possa accontentare della Crimea e del Donbass, esattamente come i russi hanno creduto di potere prendere l’Ucraina d’assalto. Una valutazione geopoliticamente ridicola si accompagna alla strategia bellica già dimostratasi tale. La Russia se non si sconfigge e si spacchetta, riprenderà l’Ucraina e poi punterà la repubblica Ceca, la Slovacchia, la Polonia, l’Ungheria le si consegnerà felice, e allora la Svezia, la Finlandia la Germania, e finalmente il Mediterraneo, non necessariamente in quest’ordine. La politica russa è sempre la stessa, con Stalin era arrivata in Spagna. Gli occidentali pensavano che Putin fosse un amico quando è semplicemente un russo. Se non si cambia la geografia politica della Russia, è inutile difendere l’Ucraina. La lascino a Putin e si risparmieranno delle sofferenze. Poi gli diano pure il resto delle chiavi d’Europa, in Francia andrà solo per i ricevimenti, per i tedeschi è uno di loro. Quando Suvorov arrivò in Italia trovò persino chi gli baciò le mani, Putin non pretende tanto, basta applaudirlo, lodarlo, genuflettersi e ti sarà riconoscente. Perché mai iniziare a fargli davvero una guerra?
foto adobe stock cco







