Chiunque abbia fatto qualche studio di storia militare, senta un generale, come il comandante in capo dell’esercito russo, vantarsi della conquista, da marzo ad oggi, di 3500 chilometri quadrati, avverte una certa pena. Bonaparte ne conquistava 50 mila con una sola marcia in due giorni. Considerando poi che il nemico della Russia è l’Ucraina, non la Germania o l’Austria Ungheria, verrebbe da credere che persino lo Zar durante il primo conflitto sapeva fare meglio e pure lo Zar fu deposto, più o meno nel tempo in cui Putin sta conducendo la sua guerra, non contro una potenza mondiale, ma contro una Regione fino a ieri gregaria.
Solo queste ragioni sarebbero sufficienti ad indurre alla pace un qualunque governo dotato di un minimo di buon senso. La Cina del presidente Mao. attaccato il Vietnam comunista, prese tante di quelle legnate in un mese, perdendo diecimila uomini, che si ritirò immediatamente. Putin ha perso un milione di uomini e combatte da più di tre anni, ridotto a cannoneggiare le città ucraine e a mandare i sicari a Leopoli. Nel 2025 sembra di stare a metà del 700. In queste condizioni Putin dovrebbe baciare la mano di Trump che gliela ha tesa. Invece, come se niente fosse, Putin se ne è andato a Pechino per avere nuove armi e nuovi soldati. Oramai tutto il mondo sa benissimo che Xi arma e rifornisce di truppe la Russia, che il ciccione di Pyongyang è solo un prestanome. La Cina ha tutto l’interesse nel vedere i russi schiantarsi contro l’occidente, i cinesi odiano i russi da più di trecento anni e saranno felici di vederli annaspare nel fango. Più gli occidentali sono coinvolti nel combattere i russi, la guerra Russia Ucraina, agli occhi del cinesi, è innanzitutto una guerra civile, meglio è. A Pechino si faranno un sacco di risate per tanto inutile affanno. Il presidente Maio usava dire che metà del mondo sarebbe dovuta essere distrutta. Ecco che con un tipo come Putin ci sono buone speranze.
Se in questa situazione l’Occidente ha la grande idea di porre nuove sanzioni, ha perso il polso degli eventi. Le sanzioni avevano ancora senso contro una Russia isolata che aveva condotto un’offensiva malamente tre anni fa. Oggi la Russia aggira le sanzioni attraverso le complicità cinesi, quelle indiane, quelle brasiliane, fino a ieri quelle iraniane, quelle nord coreane, quelle venezuelane. Mezzo mondo insomma. Fanno più danni i missili ucraini sulle raffinerie che sono state colpite in queste settimane limitando del 17 per cento la lavorazione del petrolio. Vi sono già regioni russe costrette a razionare la benzina e la Russia, vendendo meno petrolio raffinato, ha dovuto aumentare la vendita del greggio, proprio per le necessità della guerra. Questo è un danno immediato. Nuove sanzioni, prima che abbiano effetto, campa cavallo..
Bisogna rendersi conto che siamo arrivati ad un punto per il quale l’Ucraina o è in grado di rispondere colpo su colpo, e l’occidente è disposto a seguirla su questa strada, o è meglio chiederle che si arrenda. Se si ha paura dei russi, allora è davvero inutile continuare la guerra. Date tutto a Putin, per sicurezza fino a Berlino est, così almeno facciamo uno sgarro ai cinesi che torneranno fra le nostre braccia. E pensare che una volta in Europa al limite si aveva paura dei turchi, dei russi davvero mai. Dopo Austerlitz, li si compativa i russi. Poveracci, dategli qualcosa da mangiare, guardate le divise sono prigionieri russi.
Museo del Risorgimento mazziniano Genova






