La maggioranza di destra centro non se ne rende pienamente conto, ma un qualche problema tra l’organizzazione paramilitare di Acca Larentia ed il governo, c’è. I giovani assassinati nel 1978 erano tutti missini ed il simbolo del Msi è stato recuperato nel logo di Fratelli d’Italia. Nella storia del Msi il saluto romano era una caratteristica specifica, ci si esibiva persino l’onorevole Almirante, così come le adunate dei cosiddetti “camerati”, anche se camerati non si sapeva esattamente più di cosa, erano all’ordine del giorno. Sarà pure che Fratelli d’Italia si è comunque evoluto dalla sua storia, tanto da avere rapporti amichevoli con il premier britannico piuttosto che con i falangisti spagnoli. Ciò non toglie i suoi legami con il passato, tanto è vero che abbiamo i parlamentari con la pistola, esattamente come Sandro Saccucci. La differenza è che quella sparava in campagna elettorale, questa di oggi a capodanno, ma più o meno siamo lì, non è da escludere che possa scapparci il morto ammazzato. “Non è la cultura del centro destra”, ha detto il pio onorevole Lupi, ed ha ragione. E’ proprio la cultura missina che torna a galla con il presidente del Consiglio che appena può rende onore al Msi ed ai suoi protagonisti..
Qualcuno pensava che il presidente del Senato potesse mancare all’appuntamento? Il senatore La Russa ha perfettamente ragione nel ricordare che il saluto romano non comporti necessariamente reato, piuttosto l’onorevole Schlein, e bisogna dire non solo lei, non ha ben chiara la questione costituzionale, per la quale viene vietata solo la riorganizzazione, sebbene sotto qualsiasi forma, del partito fascista. Di conseguenza movimenti neo fascisti o nostalgici che fossero, hanno sempre avuto libero accesso alla vita politica democratica sino a quando rispettano la legge. Mentre il reato di apologia di fascismo è a discrezione del giudice, tanto che si conoscono ben pochi condannati, magari con una multa, come il divieto di sosta. In genere la procura non interviene su chi compie gesti come quelli visti nella manifestazione al Tuscolano e la polizia si accontenta di tenere i profili degli organizzatori negli schedari. In ogni caso è molto più facile identificare un privato cittadino che disturba la prima della Scala, piuttosto che trecento energumeni allineati in quadrato e pronti a gridare presente! A memoria nessun dispositivo di legge consente di intervenire per simili baracconate sempre tollerate. Avrà pur ragione il parlamentare del Pd che ha detto sembra di stare nel 1924 ma non deve stupirsene. Era un padre della Chiesa a ritenere che il tempo andasse indietro, invece che avanti, ed ecco dimostrato che aveva pure ragione..
Non saranno quindi le procure e meno che mai la Corte costituzionale, ad intervenire su questa vicenda, non fatevi illusioni. Motivo per il quale dovrebbe proprio essere il presidente del Consiglio a far sentire ed in modo chiaro ed inequivocabile la sua voce. anche solo da contraddire i toni comprensivi del presidente del Senato. Cosa che non potrà mai avvenire se prima non si cancella quella fiamma tricolore che rende possibile ogni equivoco. Il difetto è politico culturale e se il partito di maggioranza relativa non lo corregge in fretta, .si aprirà presto anche una questione giuridico costituzionale, magari proprio con la riforma del premierato. Con i camerati schierati in piazza ed i deputati armati, ci vuole poco a salire le ripide scale del cesarismo.
galleria della presidenza del consiglio dei ministri






