Mai qualcuno si immaginasse la Parigi del 10 agosto 1792 in fermento come quella di oggi per gli Europei di nuoto, prenderebbe lucciole per lanterne. La Parigi di allora era semi svuotata e sonnolenta, con la gente rimasta in città, a bottega o nei caffè. Già al Fauburg Saint Germain, nemmeno ci si accorge di cosa succeda dall’altra parte della Senna. L’idea della Giornata è stata tutta della Gironda, in particolare di Vergniaud che aveva attaccato il re in Parlamento. Il veto di Luigi sulla costituzionalizzazione del clero e sul sequestro dei beni degli emigrati stava per mandare all’aria tutto il governo girondino. Fu uno dei rari momenti in cui Vergniuad decide che dalle parole bisogna passare all’azione, infatti chiama Barbaroux da Marsiglia, ci pensi lui che Vergniaud fatica a mettersi un paio di stivali. Nemmeno sarà presente agli avvenimenti. Vergniaud va a passeggio al Luxembourg con l’amante. Sarà Danton a prendersi il merito della Giornata, che si è nascosto, come Robespierre e Marat, convinto nel fallimento. Spedisce Westermann, un fegataccio, alle Tuileries per essere informato. Anche Robespierre ha un suo osservatore militare, un amico del fratello, il tenente di artiglieria di prima nomina Napoleone Bonaparte.
A conti fatti la monarchia in Francia venne rovesciata da un battaglione di marsigliesi guidati da Barbaroux, non certo un genio militare, dai mendicanti e dagli straccioni che stazionavano alla Ile de la Cité e da un corteo di patrioti proveniente dal Fauburg Saint Antoine, che si armava e partiva appena sentiva il tamburo. Persino Luigi d’Orleans, Filippo Egalité, che aspettava da anni il suo momento, non mosse muscolo. Intuiva che una volta rovesciata la monarchia, avrebbe dovuto dire addio alle sue ambizioni di diventare re di Francia. Tanta fatica per niente.
Bonaparte nota che una sola batteria da otto posta sul Carrousel sarebbe bastata a disperdere quella marmaglia. Avendo lasciato invece tutti i cannoni all’interno del cortile del palazzo, si poteva comunque facilmente vincere lo scontro. Se solo Luigi sedici non fosse apparso in pantofole, con la parrucca di traverso, il viso ancora assonnato. Il re riuscì a scoraggiare persino i suoi gentiluomini del pugnale. La Guardia nazionale lo vide e si unì agli insorti, gli svizzeri non avevano cannonieri. Fu un massacro. Poi dicono che il terrorista era Robespierre.
La sera del 10 agosto del 1792 cade la monarchia e la Gironda è interamente padrona della Francia. Il dramma è che non sa che farsene. La coscienza politica dei girondini davanti al tradimento della corona è stato vigile e persino più desto di quello dei cordiglieri. Ha superato in operatività la comune ed i club, infatti non ci fu quasi mobilitazione di piazza. Luigi a giugno, quando il popolo invade il palazzo, si mette il cappello frigio in testa, brinda alla salute della nazione e tutti sono soddisfatti. Il suo diritto di veto è sancito dalla costituzione.
La Gironda si rese conto per prima della necessità di una Repubblica, ovvero di una nuova e diversa forma di governo, non fosse che il giacobinismo nasce monarchico costituzionale e tutti loro non lo capiscono cosa sia una Repubblica. Victor Hugo definisce i girondini come i giacobini che arrivati al piano più alto del potere, tolgono la scala per non farvi salire gli altri rimasti sotto. L’immagine è letteraria, degna di un grande romanziere. I girondini sentono la Repubblica come una sconfitta. Brissot, accusato di complicità con l’Inghilterra è un anglomane convinto. Lo stesso Vergniaud resta principalmente un dandy. Isnard un nevrastenico. Il loro riferimento militare, Dumouriez, vuole salvare la monarchia a tutti i costi. Tradirà l’Armata e finirà la sua esistenza al servizio del duca di Wellington. L’unica che potrebbe assumere un profilo autenticamente repubblicano é Manon Roland, più rousseauiana di Robespierre, non fosse una donna. Il giacobinismo è un fenomeno borghese maschilista. Davanti allo sfascio della monarchia Danton surclassa i suoi alleati di governo, che del resto lo detestano. Danton cercherà più di tutti di salvare i girondini. Sono i girondini a respingere Danton come un opportunista ed un ladro e dopo le settembrizzazioni, anche un assassino. Se comunque Marat non venisse ucciso da una fanatica, nessuno avrebbe mai torto loro un capello.
Gli storici hanno discusso a lungo se le Rivoluzioni francesi non fossero almeno tre, una nell’89, la Bastiglia, una nel ’92 la presa delle Tuileries, e una nel ’94, termidoro. In verità la Rivoluzione è una sola e si caratterizza perché gli eventi non sono sotto controllo. Desmoulins sarà il più sbigottito della giornata del 10 agosto e scriverà sul suo nuovo giornale, La Révolution de France et de Brabante, che fino a quel giorno i repubblicani in Francia erano due di numero e che lui nemmeno ne conosceva i nomi. Gli erano stati indicati per celia, qualche tempo prima durante una bevuta al Palais Royal.
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