Bisogna considerare un merito la passione de La Sette per la ricostruzione del ‘900 un programma quotidiano in onda tutto l’anno. La rivisitazione della memoria storica è importantissima, anche quando discutibile e non c’è dubbio alcuno che La Sette metta dedizione e passione. Ogni tanto magari, la storia, quella passata e recente, è materia controversa, autori ed interpreti delle trasmissioni televisive si lasciano prendere la mano-
E’ accaduto ieri sera che si è riproposto un filmato di Purgatori sulla morte di Marilyn Monroe che ben si conosceva. Purgatori è un maestro dell’indizio e la ricostruzione di un caso tanto eclatante lo faceva propendere grazie a testimoni e negligenze, per la tesi dell’omicidio della grande attrice. I sospetti cadevano di conseguenza necessariamente sulla presidenza Kennedy, fosse il presidente o il fratello il responsabile era un’accusa circolata nella stessa America che Purgatori riteneva di poter rilanciare. Chiaramente si conosce solo il quadro probatorio fornito da Purgatori dove le omissioni saranno quelle che saranno, ma non hanno portato la giustizia statunitense ad incriminare i Kennedy, ma a ritenere la causa della morte della Monroe dovuta al suicidio. Questo il documentario riproposto e datato da diversi anni che assecondava la vena creativa di Purgatori., diventata legge per la signora Boralevi invitata a commentare una ricostruzione per lo meno fantasiosa. La signora Boralevi scrittrice e conoscitrice dell’animo umano ci ha spiegato che a contrario di quello che si diceva la Monroe era all’apice del suo successo, una grande attrice con una infanzia problematica. Piantata dal nuovo “re” americano, sarebbe diventata una scheggia impazzita. Indispensabile ucciderla per evitare lo scandalo in una società perbenista.
Per carità, tutte le opinioni sono rispettabili, anche quelle ridicole. Marilyn Monroe non si considerava affatto una grande attrice e si dispone ampia documentazione per stabilire che soffrisse di una scarsa autostima di se stessa. Camelot non intendeva dire che Kennedy era un monarca come si dice di Putin che è uno Zar, ma fondatore di una nuova nazione, a Camelot non c’era una corte, ma una tavola rotonda. Kennedy per quanto tradizionalista è stato il presidente che ha lottato per i diritti dei neri, per cui poteva affrontare anche uno scandalo sentimentale, anche perchè quello che riguardava la Monroe era sulla bocca di tutti. Infine Kennedy è stato sicuramente assassinato davanti al mondo intero, mentre della Monroe lo sospettava Purgatori e lo dice sicura la signora Boralevi.
A meno di un mese dalla morte di Navalny a La Sette ci hanno fatto sapere che se Putin uccide i dissidenti, Kennedy uccideva le attrici. Pari e patta. Solo che questa non è la storia del Novecento, semmai è una giustificazione penosa delle disgrazie del 2000.
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