La liberazione del campo di Auschwitz da parte dell’Armata rossa di cui ricorre oggi la ricorrenza non fu propriamente un’impresa eroica. Stalin riuscì a far credere ai suoi alleati che i prigionieri erano compagni comunisti, antifascisti, non ebrei. Ci vollero diversi anni per smascherare l’inganno di Stalin che continuò la politica antisemita fino almeno al processo Slansky e persino la famigerata congiura dei medici ebbe questi risvolti. Praticamente quasi fino alla sua morte Stalin onorò il suo vecchio patto con Hitler. La Russia comunista perseguitò gli ebrei mettendo il sionismo all’indice come il titoismo. Quando il presidente del Consiglio italiano ha ricordato la responsabilità nazista dell’olocausto con la complicità del fascismo italiano, bisogna pure ricordare il comunismo sovietico senza il quale Hitler non avrebbe mai preso la Polonia e dopo la guerra, la continuazione dell’antisemitismo in Russia almeno fino al 1953. Suscitano autentico ribrezzo le accuse di Putin all’Ucraina di filo nazismo, quando il patto con i nazisti lo fecero i russi che soggiogavano gli ucraini da vent’anni.
Se l’antisemitismo è rimasto così a lungo in Russia prendendo le vesti di antisionismo, figurarsi cosa è avvenuto negli altri paesi europei che sostennero sempre la politica di purezza della razza. Hitler nel Mein Kampf scriveva di voler trasferire gli ebrei in Madagascar, il gran Muftì di Gerusalemme gli disse che loro preferivano ammazzarli. Mussolini ha una responsabilità persino più grave di quello che gli si attribuisce comunemente nell’olocausto. Proprio perché il duce del fascismo non era un antisemita, avrebbe potuto fare sapere ad Hitler che non lo avrebbe seguito su questo capitolo della sua politica, invece niente. Italo Balbo, quando il fascismo estromise il potestà di Ferrara perché ebreo, tornò dalla Libia per portarselo a cena al ristorante in centro dove non sarebbe più potuto entrare, Fu l’unico gerarca ad esprimere il suo dissenso alle leggi razziali, tutti gli altri muti e chini. Per cui quello che gli italiani privatamente fecero per aiutare i loro connazionali ebrei fu in genere meno di quanto fece Italo Balbo, che comunque nel 1940 era già morto.
La Francia di Petain riuscì ad essere persino peggio dell’Italia. Heydrick non aveva pensato ai bambini, il governo di Vichy gli diede anche quelli. L’onorevole Meloni ha detto che l’unico torto era quello di essere di religione ebraica, non è esatto. Anche se non eri di religione ebraica, venivi internato ed ucciso, bastava avere un nonno, un bisnonno, magari un cugino e non importava se eri ateo, cattolico o protestante. Tutti erano sotto schiaffo. Il regista Fritz Lang racconta che venne convocato da Goebbels agli inizi del 1933 e vi si recò con una certa apprensione. Nel cuore del colloquio, Lang disse al ministro del Reich di avere una nonna ebrea. Al che Goebbels gli sorrise affabilmente, Herr Lang, siamo noi che decidiamo chi è ebreo e chi no. Ed era vero, gli ebrei sono solo un pretesto politico di discriminazione. Se fate un po’ di attenzione ancora oggi sono rimasti tali.
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