venerdì, 13 Marzo 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


I doveri di civiltà giuridica del Pri

di Redazione
19 Febbraio 2026
in Attualità / Politica
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Carmine Pezzullo ci ha inviato il seguente articolo che pubblichiamo volentieri

L’intervento del Presidente Mattarella nella seduta del 18/02/2026 al plenum del Consiglio Superiore della Magistratura evidenzia, laddove fosse sfuggito ai più, la mediocrità della politica nell’attuale dibattito referendario.

Le circostanze politiche in cui la Presidenza della Repubblica ha ravvisato la necessità di valicare le porte di Palazzo dei Marescialli hanno storicamente e sempre rappresentato momenti di forte tensione tra i poteri dello stato in violento scontro dialettico con la Magistratura e la sua più alta istituzione il CSM. Toccò all’illustre ed amato Presidente Pertini inaugurare il dibattito con gli organi della Magistratura.

Sandro Pertini, Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985 e quindi Presidente del CSM ex officio, arrivò vicino a considerare lo scioglimento del Consiglio Superiore della Magistratura durante lo scandalo dei “cappuccini” nel 1983.

Il caso riguardava un’indagine su presunte tangenti legate a forniture di caffè (“cappuccini”) a carceri e istituzioni, che coinvolgeva alcuni magistrati di alto livello. Craxi, allora capo del Governo, tramite il Ministro di Grazia e Giustizia, richiese la sospensione cautelare di questi magistrati al Presidente della Repubblica, mirando a paralizzare le attività del CSM bloccandone i lavori.

In quella delicatissima circostanza, atteso il vulnus istituzionale che ne sarebbe derivato, Pertini rifiutò la richiesta governativa, intervenendo personalmente per invitare il CSM a proseguire le indagini interne e disciplinari, evitando la paralisi dell’organo costituzionale. Sebbene fosse stato sollecitato da più parti a sciogliere il CSM per gravi irregolarità, optò per non attivare il provvedimento, privilegiando l’autonomia della magistratura sollecitandola ad adottare i necessari provvedimenti in autodichia.

Fu poi la volta dello scontro tra Francesco Cossiga (Presidente della Repubblica 1985-1992 e quindi del CSM) e il Consiglio Superiore della Magistratura In quella dialettica puramente di scontro istituzionale tra Magistratura e Presidenza della Repubblica, primeggiarono le dispute sul controllo dell’agenda e sulle competenze dell’organo, con Cossiga che vedeva il CSM travalicare i propri poteri e le proprie competenze che miravano ad interferire nelle legittime attività degli altri poteri dello Stato senza averne i relativi poteri costituzionali.

Cossiga inviò una lettera il 5 dicembre 1985 vietando al CSM di discutere le critiche del Premier Bettino Craxi ai magistrati per le indagini sull’omicidio Tobagi e condanne per diffamazione; ritenne l’intervento estraneo alle funzioni costituzionali del CSM. Ancora nel 1990 Cossiga censurò il CSM per discutere di incompatibilità tra magistratura e massoneria (lettera al vicepresidente Mirabelli) e per ritardi contro la mafia, ammonendo su temi come la vicenda legata all’ex sindaco di Palermo (caso Di Maggio).

Lo scontro istituzionale con la Presidenza della Repubblica culminò il 13 maggio 1991 giorno in cui revocò la delega al vicepresidente Galloni per commenti negativi e nel novembre mise all’ordine del giorno discussioni su riforme del Ministro della Giustizia senza consultarlo, dichiarandole illegittime e minacciando l’intervento dei carabinieri in assetto antisommossa a Palazzo dei Marescialli per fermare la seduta che saggiamente fu tenuta.

Lo scontro portò a richieste di impeachment contro Cossiga (dicembre 1991) e dimissioni di alcuni consiglieri togati, segnando il picco di tensione tra Quirinale e CSM. Nel mentre di questi feroci scontri, il giurista Giuliano Vassalli propose la legge 13 aprile 1988, n. 117 che ha introdotto un regime di responsabilità civile indiretta per i magistrati italiani, applicabile a tutti gli appartenenti alle magistrature ordinaria, amministrativa, contabile, militare e speciali.

La normativa trovava applicazione ai danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie, con responsabilità dello Stato verso il danneggiato per colpa grave del magistrato (es. diniego di giustizia, violazione manifesta della legge o travisamento di fatti/prove); e prevedeva anche un’azione disciplinare obbligatoria contro il magistrato. Tuttavia, per evidenti resistenze la stessa non trovava applicazione contemplando un filtro di ammissibilità del procedimento nei confronti dei togati. Ma ancorché sia stata modificata dalla legge n. 18/2015, che ha eliminato il filtro di ammissibilità delle domande, ampliato i casi di responsabilità e adeguato la norma ai principi UE a tutt’oggi non si hanno riscontri pratici dell’applicazione della norma vigente restando il Magistrato giudice di se stesso.

La più incisiva attività a richiedere riforme urgenti per il CSM fu la Presidenza di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica dal 2006 al 2015, il quale propose riforme al CSM per contrastare il correntismo, i ritardi nelle nomine e l’eccessiva politicizzazione dell’organo, enfatizzando obiettività e imparzialità nelle sue funzioni. Certamente non si può paventare l’illustre Presidente sottoposto ad influenze pseudo massoniche e criminali.

Nel discorso al CSM del 9 giugno 2009, Napolitano criticò le logiche correntizie che condizionavano scelte su nomine e procedimenti disciplinari, chiedendo un impegno per superare queste “degenerazioni” e garantire terzietà, senza che rappresentassero la magistratura nel suo insieme.

Ed oggi nel suo secondo mandato il presidente Mattarella, inascoltati i moniti ripetuti nel 2019 e 2026 sul correntismo si vede costretto ad intervenire personalmente nella seduta del CSM in quanto anche i recenti episodi rivelano un CSM unico, ostaggio di correnti, incapace di autogovernarsi senza interventi presidenziali.

Ci sembra opportuno necessario e soprattutto per un dovere di verità storica oltreché di onestà intellettuale ricordare che il Partito Repubblicano ha da tempi non sospetti promosso una riforma della carriera dei magistrati che aderisse al dettato Costituzionale così come riformato.

Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini furono due protagonisti laici che, in tempi diversi, sostennero un’idea di riforma della giustizia fondata su equilibrio tra poteri e responsabilità della magistratura. Ugo La Malfa fu antesignano e tra i primi leader politici italiani a sostenere, già negli anni ’60 – ’70, la separazione tra magistratura requirente e giudicante, vista come condizione per garantire imparzialità del giudice e limitare derive “militanti” del pubblico ministero che sin da allora si palesavano nella vita politica del Paese.

Nella tradizione repubblicana laico-riformista, concepiva la riforma della giustizia come parte di un più ampio disegno di Stato di diritto liberale: piena indipendenza della magistratura, ma anche chiari contrappesi istituzionali e responsabilità per abusi, con sfiducia verso ogni forma di “ordine chiuso” non controllato democraticamente.

Giovanni Spadolini, anche nella Sua veste di Presidente del Consiglio, inserì nel suo famoso “decalogo” di riforme istituzionali una legge sulla responsabilità disciplinare e civile dei magistrati e una “riforma dell’inquirente”, cioè del pubblico ministero. Nel suo programma emergeva l’idea che l’autonomia della magistratura dovesse accompagnarsi a strumenti più efficaci di responsabilità e a una razionalizzazione del ruolo del PM, per evitare confusioni tra funzione requirente, giudicante e politica, anticipando temi oggi al centro del dibattito su separazione delle carriere e Alta Corte disciplinare.

​La politicizzazione del CSM e il peso delle correnti, specie dopo gli scandali esplosi nel 2019, (caso Palamara) hanno alimentato la percezione che decisioni su nomine, incarichi direttivi e trasferimenti possano essere influenzate da logiche di appartenenza e scambio, più che da criteri meritocratici e di servizio alla collettività. La riforma, figlia di un trentennale dibattito e sottoposta oggi a referendum interviene difatti, sulla magistratura ordinaria, introducendo tre pilastri:

• separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri,

• istituzione di due Consigli superiori distinti

• una nuova disciplina dell’alta giurisdizione disciplinare.

La separazione delle carriere mira a rendere più netta, anche nella percezione dei cittadini, la terzietà del giudice rispetto al pubblico ministero, superando l’attuale modello “unitario” della magistratura in cui passaggi di funzione sono possibili nel corso della carriera.

La previsione di due CSM, uno per i giudicanti e uno per i requirenti, si impone in ragione delle vigenti disposizioni della Costituzione Italiana art. 111 e 112 e riflette la distinzione funzionale puntando ad un autogoverno più coerente con i diversi ruoli, incidendo su nomine, trasferimenti e valutazioni professionali secondo competenze separate e non confondibili.

Il Sì, in questo quadro, non intacca l’indipendenza esterna della magistratura sancita dalla Costituzione, ma ridefinisce l’assetto interno per ridurre opacità, commistioni e conflitti di ruolo che, nel tempo, hanno alimentato la percezione di una “giustizia corporativa” e talora autoreferenziale, che abbandonando talvolta la propria natura ha dato una forte impressione di volersi ingerire laddove non sostituire al potere esecutivo e persino a quello parlamentare, sede di esercizio unico della sovranità popolare.

Dopo ben 26 anni di confronto politico e dibattito parlamentare dalla legge di riforma Costituzionale n. 2 del 23 Novembre 1999 non sarebbe né giustificabile né scusabile un ulteriore insabbiamento della agognata riforma.

L’Italia ha bisogno di un sistema giudiziario libero da pregiudizi e da preconcetti e settarismi, non solo nei confronti dei cittadini ma soprattutto nei confronti ed a tutela delle stesse istituzioni democratiche e della distinzione dei Poteri dello Stato, e quindi di una Magistratura che non sia serva di ideologie né di poteri politici transeunti.

Mentre infatti l’art. 111 dispone dei compiti del Magistrato Giudicante al successivo e diverso art.112 è riservato il ruolo del Pubblico Ministero; implicando quindi già nella articolazione separata delle vigenti disposizioni, la conseguente separazione di ruoli e della gestione delle funzioni. In altri termini il referendum non fa altro che dare attuazione ad una divisione che di fatto è già esistente e prevista dalla Carta Costituzionale attuale.

Il PRI storicamente orientato per la necessità di questa riforma Costituzionale non può non censurare quella parte politica che pur dichiarandosi riformista e progressista, gettando nell’oblio le tesi dei propri Padri Nobili, oggi per bassa polemica politica priva di ogni valenza giuridica si dichiara ottusamente per il NO alla riforma.

Il dovere del PRI di rivendicare le ragioni del Sì permane pertanto ancor più forte e convinto nella difesa di quanti, per il loro prestigio Istituzionale e politico hanno lavorato per il raggiungimento di questo risultato di civiltà giuridica.

Tags: CsmMattarella

Redazione

Altri Articoli

Solitudine di Mazzini

Mazzini, una coscienza per il nostro tempo

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, uno dei padri della Patria e tra i più alti pensatori politici...

8 marzo, la bibbia dell’avvenire

8 marzo, la bibbia dell’avvenire

Oggi è la giornata della donna, quasi sempre accompagnata da omaggi e frasi di circostanza. Ma sono queste, spesso, celebrazioni...

Il doppiopetto istituzionale

La democrazia sotto scacco

Si può fare di peggio? È la domanda che sorge spontanea leggendo le ultime proposte di modifica alla legge elettorale....

L’ultimo spettacolo

L’ultimo spettacolo

Mentre il Medio Oriente rischia l'incendio globale e i grandi leader mondiali ridisegnano freneticamente gli equilibri geopolitici, l'Italia si scopre...

Prossimo articolo
L’inquietudine dell’esserci. Il divino pensato e il pensiero rivelato: filosofia e teologia a confronto

L'inquietudine dell'esserci. Il divino pensato e il pensiero rivelato: filosofia e teologia a confronto

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

Il  congresso dell’Unione Romana il 9 febbraio

Il congresso dell’Unione Romana il 9 febbraio

Il 9 maggio a Mariupol una marcia funebre per Putin

Putin spinge la Russia verso lo sprofondo

Articoli Popolari

  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1068 Condivisioni
    Condividi 427 Tweet 267
  • Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1064 Condivisioni
    Condividi 426 Tweet 266
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1040 Condivisioni
    Condividi 416 Tweet 260
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    947 Condivisioni
    Condividi 379 Tweet 237
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    870 Condivisioni
    Condividi 348 Tweet 218

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA