Una brillante iniziativa de “il Resto del Carlino” dedica due minuti video di storia ai suoi lettori. Questa settimana con lo psicanalista Umberto Galimberti, si sostiene come l’Occidente abbia preparato la sua rovina allontanandosi dalla società greca. La cultura greca, spiega Galimberti, nega la vita ultraterrena, per rafforzare il senso del limite, e incatena il dio della tecnica, Prometeo. Questo impedirebbe agli uomini di agire oltre le loro capacità di intelligere. Il contrario di quanto sarebbe avvenuto con la società giudaico-cristiana, ovvero fare e disfare senza capire mai in quale direzione si vada.
Galimberti è uno psicologo ed un filosofo, non propriamente uno storico e quindi si potrebbe discutere sulle affinità della società giudaica con quella cristiana, ma anche ammesso che esse siano assimilabili, cioè che l’idea del dio divenuto uomo e morto in croce, non comporti uno sconvolgimento fatale del giudaismo, è comunque vero che esse prevalgono sulla mitologia greca da più di duemila anni.
Solo che allora la rovina dell’occidente in quanto tale, dovrebbe essere già avvenuta per lo meno dal tempo della scomparsa dell’Impero romano. Si tratterebbe piuttosto di capire cosa sia esattamente il mondo di questi duemila anni che noi abbiamo considerato come occidentale. La polemica con la società cristiana è datata anch’essa da almeno tre secoli. La svolsero, con particolare accanimento, Rousseau, sul versante politico, e Nietzsche su quello morale. Trattandosi di due pensatori capaci di lasciare tracce rilevanti nella loro epoca ed in quelle seguenti, si può dire che il cristianesimo per quanto abbia ottenuto cospicui successi è stato messo in discussione e con una certa autorevolezza di pensiero, tanto che la cosiddetta società giudaica-cristiana presenta elementi controversi al suo interno. Appurato che l’Occidente originario sia stato messo in crisi dal cristianesimo, qualcosa del sentimento precristiano è sopravvissuto in contrapposizione e che l’occidente di questi duemila anni è caratterizzato per lo meno dal cristianesimo come dall’anticristianesimo. Determinati controversie interne alla stessa chiesa cattolica, potrebbero facilmente dimostrarlo. Accade che quello che per la nostra società occidentale è un reato gravissimo, per i greci era la normalità ed i preti si comportano come greci.
Gli stessi greci pensarono che l’Occidente nato con la Tragedia si fosse esaurito con il comico ed il grottesco. C’era persino chi sosteneva che l’Occidente fosse finito con l’impero di Alessandro Magno. Così come c’è chi ritiene che il cristianesimo, considerato da Hegel sostanzialmente un fenomeno orientale, non abbia ucciso l’occidente, al contrario lo ha fatto sopravvivere. Forse anche per questo Nietzsche elaborò una complessa e ancora da dipanare concezione del mondo Occidentale, come di un “capovolgimento di tutti i valori”. Il che significa non un solo rovesciamento fissato ad un dato momento della storia, ma ad un testa coda continuo ed ininterrotto. È la filosofia dell’eterno ritorno delle cose, una filosofia orientale. Al contrario di quello che sembra pensare il professor Galimberti, allora, l’occidente non morirebbe mai.







