Pierre Zanin della Direzione nazionale del partito ci ha inviato la seguente analisi sullo stato della Commissione europea che pubblichiamo volentieri
Sono iniziate le audizioni dei candidati Commissari nel nuovo esecutivo comunitario guidato da Ursula von der Leyen mentre il 12 novembre prossimo avranno luogo le audizioni di tutti i candidati vice presidente esecutivo della Commissione, compresa quella di Raffaele Fitto, indicato dal governo italiano.
Per la nomina a Commissario, il processo decisionale prevede l’approvazione della maggioranza dei due terzi dei coordinatori nelle commissioni del Parlamento coinvolte, ciò implicando, per gli equilibri attuali, che ai voti della maggioranza PPE + RE + S&D si uniscano quelli di ECR.
Nel caso in cui il quorum non venisse raggiunto, le commissioni potranno richiedere al candidato Commissario chiarimenti scritti sul suo programma oppure una nuova audizione, cui seguirà un nuovo voto. Nel caso in cui il quorum dei due terzi dei coordinatori delle commissioni non fosse ancora raggiunto, si passerebbe al voto segreto dei componenti e per la nomina sarebbe sufficiente la maggioranza semplice.
Il calendario delle audizioni è stato approvato a maggioranza da PPE + RE + ECR con il voto contrario di S&D. L’obiettivo di PPE ed ECR, piuttosto evidente leggendo l’ordine delle audizioni, è quello di assicurare il via libera parlamentare alla nomina di Raffaele Fitto legandolo a quello di Teresa Ribera, indicata dal governo spagnolo e sostenuta da S&D, gruppo nel quale i socialisti spagnoli, insieme agli italiani, hanno una nutrita rappresentanza in grado di indirizzarne il voto.
Abbiamo già commentato con favore l’indicazione di Raffaele Fitto quale Commissario in rappresentanza dell’Italia e la decisione di Ursula von der Leyen di affidargli la delega alle politiche di coesione e alle riforme, indicandolo, con altri, quale vice presidente esecutivo.
I ritardi nell’esecuzione del Next Generation EU sono evidenti e non riguardano solo l’Italia, come ha certificato la Corte dei conti europea nella relazione speciale dedicata a: “Assorbimento dei fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza”, pubblicata lo scorso 4 luglio.
Appare chiaro che nei prossimi mesi la Commissione dovrà individuare opportuni aggiustamenti del piano che includano le scadenze di alcuni termini
Poiché il nostro paese ne è il principale beneficiario, con importanti aspettative sul contributo che potrà fornire all’economia italiana in una fase di transizione così complessa e problematica, la nomina di Raffaele Fitto risponde all’interesse nazionale dell’Italia.
Auspico, dunque, che gli eurodeputati del PD non solo votino a favore della sua nomina in nome dell’interesse nazionale ma esercitino un ruolo costruttivo per favorire un ampio consenso dell’intero gruppo S&D, rendendo così possibile superare le obiezioni che emergono – in particolare – da parte dei socialisti spagnoli ed assicurando, nel quadro degli accordi e degli assetti che sono stati decisi con ampia maggioranza di gruppi parlamentari e Stati, l’entrata in carica della nuova Commissione senza ritardi.







