Laura Beltrami segretaria provinciale del Pri di Ravenna ci ha inviato il seguente intervento
Nel suo editoriale del tre luglio sul quotidiano La Repubblica, Stefano Folli ci offre una riflessione lucida e pragmatica sulla politica italiana, in particolare sul ruolo del centro e sui tentativi di ridefinire l’assetto politico attuale. Folli sottolinea il rischio di una frammentazione sempre più evidente, con “centrini” che si moltiplicano senza una visione chiara e unitaria. La ricerca di un equilibrio nel centro-sinistra e nel centro-destra, secondo Folli, non porta a un nuovo progetto politico, ma a tentativi parziali che non riescono a risolvere la sfida di ricostruire un punto di equilibrio stabile.
In questo quadro, il PRI rappresenta una delle forze politiche che ha cercato di mantenere una sua autonomia, pur operando all’interno di coalizioni più ampie, come nel caso di Ravenna, dove il nostro partito è alleato con il PD nel centrosinistra. La nostra rappresentanza istituzionale più alta, infatti, si trova proprio a Ravenna, poiché è l’unica realtà capoluogo dove una lista autonoma dell’Edera del PRI ha eletto la rappresentanza istituzionale, riconfermando il Vice Sindaco Eugenio Fusignani, che resta così la figura istituzionale di maggior rilievo che il PRI può vantare oggi in Italia, considerando che altre elezioni con il simbolo autonomo dell’Edera del PRI non sono previste nelle prossime competizioni.
Tuttavia, la situazione di Ravenna è un’eccezione che conferma la regola: il nostro partito, pur avendo una presenza locale significativa, è ancora lontano dall’essere in grado di esprimere rappresentanze politiche autonome su scala nazionale.
Un aspetto fondamentale, però, è il lavoro di Corrado De Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del PRI. Nonostante le difficoltà politiche generali e quelle interne al partito, il suo impegno continua a rappresentare un faro per chi crede in un PRI riformista e pragmatista. La sua azione ha portato a risultati tangibili, come l’elezione del Vice Sindaco a Ravenna, e merita il sostegno di tutti i repubblicani, oggi più che mai. Non possiamo permetterci di ignorare i suoi sforzi, che sono tanto necessari quanto impegnativi, in un momento storico di grande incertezza e cambiamento.
Il rapporto con Azione è un tema cruciale. Folli, nel suo editoriale, solleva una riflessione interessante sui tentativi di “centrini” che non riescono a dare una visione di insieme, né un progetto per il Paese.
Allo stesso modo, il percorso che il PRI ha intrapreso con Azione ha mostrato difficoltà nell’esprimere una proposta politica forte e coesa.
Le regionali rappresentano una dead-line fondamentale per fare un bilancio su questa alleanza. Sarà in quella sede che, con lucidità, dovremo valutare i risultati ottenuti e decidere se il cammino con Azione è stato davvero proficuo per il nostro partito, per il Paese e per la nostra visione politica.
La riflessione sul centro e sulla frammentazione delle forze politiche sollevata da Folli ci interroga, soprattutto in un periodo in cui il Paese si trova ad affrontare sfide economiche e sociali complesse. Il PRI, come partito di equilibrio e riformismo, ha il dovere di riflettere su come rilanciare il proprio ruolo. È fondamentale che, al di là delle alleanze, il PRI continui a promuovere una politica che sappia parlare al ceto medio e alle forze di centrosinistra, senza mai sacrificare la propria autonomia.
In questa fase, Ravenna rappresenta un esempio positivo di come un partito possa mantenere la propria autonomia e portare a casa risultati concreti, anche in un quadro politico complesso e in continua evoluzione. In attesa di un possibile nuovo slancio nazionale, il nostro impegno continua, con la consapevolezza che le scelte che faremo nei prossimi mesi determineranno il futuro del PRI, sia a livello locale che nazionale.
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