Elevare gli standard delle Università italiane è opera meritoria e sicuramente la Luiss ha dato il suo contributo importante non rinnovando l’incarico ad Alessandro Orsini. Cosa insegnasse esattamente Orsini non l’abbiamo capito, certo ha denunciato qualche tara in storia, un po’ troppo evidente per uscire dal concerto di un seminario. Quello che in un’aula fra qualche studente si può tollerare, espresso sui mezzi di informazione pubblica è insopportabile, soprattutto su temi delicati e complessi come ad esempio la Seconda guerra mondiale. Confessiamo di aver avuto con le tesi di Orsini qualche problema sin dalla sua apparizione televisiva, quando sostenne che poiché l’Ucraina confinava con la Russia non poteva resisterle, perché la Russia avrebbe potuto mandarle ogni mese diecimila soldati. In verità la Russia ne manda anche di più. Il problema è che non servono a gran ché perché gli ucraini glieli ammazzano.
Vi sarebbe poi da discutere la frase dei bambini che sono felici in dittatura, perché se guardiamo strettamente all’Ucraina, le aspettative di vita dei bimbi ucraini sotto la dittatura bolscevica fra il 1922 ed il 1925, erano di cinque anni di vita. Dati consolidati in tutte le università del pianeta, incluse quelle russe, che evidentemente Orsini non conosce. Ma veniamo al pezzo davvero forte delle argomentazioni di Orsini secondo le quali non fu Hitler il responsabile dell’ultimo conflitto, ma le potenze che gli si opposero. Non c’era ancora la Nato, a dir la verità, “la Nato vigliacca” e vigliacca sarebbe stata anche l’Inghilterra magari che pure non accettò le proposte pacifiche di Hitler. È vero infatti che Hitler non voleva un conflitto con l’Inghilterra a cui si offerse persino come protettore dell’impero. Il che non sappiamo cosa ne pensa Orsini, fu un autentico guanto di sfida per il Regno Unito. Al posto del più conciliante Chamberlain venne chiamato un ex ministro delle colonie per dimostrare che le conquiste imperiali, il governo di Sua Maestà, le avrebbe difese da solo, Winston Churchill.
Non vi sono poi sufficienti documenti per attestare se Hitler ritenesse che gli inglesi si sarebbero comunque allineati al suo volere, o se fosse convinto, nel caso in cui invece lo rifiutassero, di poterli schiacciare. È un confine di ricostruzione storiografico molto labile che in ogni caso non consente di scaricare le responsabilità della guerra sull’Inghilterra, o su, come ha predicato Orsini, su un accordo progenitore della Nato fra l’Inghilterra e la Francia a favore della Polonia. Questa è una sciocchezza indegna di un cattedratico. Nessuno avrebbe mai voluto morire per Danzica, la Francia infatti non ci pensò proprio, si arrese dopo un solo mese alle truppe naziste. L’Inghilterra invece scelse di resistere e non sulla base di un protocollo oramai superato, ma sulla base di un concetto che Orsini sembra ignorare completamente, quello della dignità di un popolo.







