Pierre Zanin della Driezione nazionale ha inviato il seguente intervento
In autunno avrà termine la XI° legislatura del Consiglio regionale del Veneto, seguita alle elezioni del 20 settembre 2020, tenutesi dopo la prima fase dell’emergenza Covid.
Cinque anni fa, Luca Zaia fu eletto Presidente della Giunta regionale con il 76,8% dei voti, sostenuto dalle liste “Zaia Presidente” (44,6% dei voti, 24 Consiglieri), Lega Salvini (16,9%, 9 Consiglieri), Fratelli d’Italia (9,6%, 5 Consiglieri), Forza Italia – Autonomia (3,6%, 2 Consiglieri) e Lista Veneta – Autonomia (2,4%, 1 Consigliere).
Dunque, su 41 Consiglieri di maggioranza, 24, cioè poco meno del 60%, furono eletti da una lista civica espressione di amministratori locali ed esponenti della società civile veneta a sostegno della ricandidatura dell’allora Presidente uscente.
Arturo Lorenzoni, sostenuto dalle liste Partito Democratico (11,9%, 6 Consiglieri), “Il Veneto che vogliamo” (2,0%, 1 Consigliere), Europa Verde (1,7%, 1 Consigliere), +Veneto in Europa – Volt (0,7%) e la lista “Sanca Autonomia” (0,1%), ottenne il 15,7% dei voti.
Enrico Cappelletti, candidato del Movimento 5 Stelle, raccolse il 3,2% dei voti mentre Daniela Sbrollini, candidata di una lista formata da Italia Viva, Civica per il Veneto, PRI e PSI, lo 0,6%.
Oggi sono due le questioni oggetto del dibattito politico che riguarda il Veneto su cui vogliamo esprimere un punto di vista Repubblicano.
La prima riguarda la possibilità per Luca Zaia di candidarsi per la terza volta Presidente della Giunta regionale.
La norma di legge nazionale in vigore non lo consente, così come non consente la terza candidatura per i Sindaci di città con popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Tuttavia, negli scorsi mesi, il Consiglio regionale del Piemonte (a maggioranza di centro-destra) e quello della Campania (a maggioranza di centro-sinistra) hanno approvato leggi elettorali, previste dai rispettivi Statuti regionali, che invece lo consentono.
Avverso la legge elettorale della Regione Campania, il Governo ha fatto ricorso alla Corte costituzionale, contestando – in particolare – la norma sul terzo mandato. Non è stata invece impugnata la legge regionale del Piemonte.
In attesa della pronuncia della Consulta, il nostro punto di vista è che la norma di legge nazionale che vieta la terza ricandidatura sia pienamente condivisibile ma che il principio, se stabilito, debba trovare generale applicazione per tutti gli organi monocratici elettivi, non già essere previsto “a macchia di leopardo” tra le istituzioni repubblicane.
Dunque, ammesso e non concesso che Luca Zaia possa ricandidarsi alla presidenza della Giunta regionale del Veneto, la seconda questione riguarda il significato politico della sua eventuale ricandidatura e il modo in cui la Regione è stata governata e gestita in questi ultimi 5 anni.
Anzitutto, la Giunta Zaia ter che si appresta a terminare la XI° legislatura regionale è – di fatto – espressione dei soli gruppi consiliari “Zaia Presidente” e Lega (33 Consiglieri sui 41 della maggioranza e i 51 totali del Consiglio). Fratelli d’Italia è presente in Giunta con un solo Assessore mentre Forza Italia ne è esclusa.
Un monocolore zaian-leghista, potremmo definirlo, che per il governo della Regione Veneto ha potuto contare sulle consolidate competenze degli amministratori locali della Lega e delle liste civiche ad essa collegate.
Va poi riconosciuto che, nel complesso, in questi 5 anni la Regione è stata governata e gestita bene, in particolare nei settori della sanità (che in Veneto è principalmente pubblica e basata su una organizzazione territoriale dei servizi) e delle infrastrutture (dove sono stati compiuti progressi significativi per colmare deficit consolidati e fortemente limitanti dello sviluppo socio-economico territoriale). L’unico rilievo che ci sentiamo in dovere di fare, di non poco conto, a dire il vero, riguarda il consumo di suolo che, nonostante l’approvazione della legge regionale 6 giugno 2017, n. 14, non si è arrestato e, anzi, vede il Veneto ancora primeggiare tra le Regioni italiane in questa infausta classifica.
In questo quadro va collocato ed interpretato il dibattito politico generale in corso sulle prossime Regionali in Veneto.
È in ragione dei risultati realizzati dall’attuale Giunta regionale e largamente riconosciuti dai Cittadini veneti a Luca Zaia (vedasi in proposito i dati dell’Osservatorio Nord Est, curato da Ilvo Diamanti e pubblicati periodicamente dal quotidiano Il Gazzettino) che la componente veneta della Lega, trascinando su questa posizione il partito nazionale, rivendica la sua ricandidatura a Presidente o, in subordine, nel caso non fosse “tecnicamente” possibile (vedremo poi la sentenza della Corte costituzionale), chiede la candidatura di un proprio esponente.
Cioè, è in nome della buona capacità di governo e gestione della Regione dimostrate, e del largo consenso di cui gode l’attuale Presidente, che il blocco politico centrista-europeista che si è costituito intorno alla Lega veneta e alla civica di Zaia, forte – secondo i sondaggi – di circa il 40% dei consensi, respinge le richieste avanzate da Fratelli d’Italia o Forza Italia di realizzare un riequilibrio di potere all’interno della maggioranza, a seguito dei risultati elettorali delle Politiche 2022 e delle Europee 2023.
La divisione nella maggioranza sul futuro assetto del Veneto tra la Lega, da una parte, Fratelli d’Italia e Forza Italia, dall’altra, è profonda e potrebbe effettivamente portare, se non ricomposta, a candidature concorrenti alla presidenza.
È in questo scenario che il PRI veneto sta ragionando al proprio interno e dialogando con altre forze politiche, in primis con Azione ma con lo sguardo allargato a tutte le forze del campo liberaldemocratico, in vista delle prossime Regionali. Il nostro obiettivo è dare un contributo programmatico costruttivo alla realizzazione in Veneto di politiche pubbliche capaci di rispondere appieno agli interessi dei Cittadini dando piena attuazione alla Costituzione, in un territorio profondamente autonomista e, al tempo stesso, integrato all’Europa ed al contesto economico Mitteleuropeo.







